lunedì 30 luglio 2018

L'intelligenza artificiale è riuscita a leggere la 'mente' di un altro computer.

Fonte: ANSA Scienze
---------------------------
L'intelligenza artificiale è riuscita a leggere la 'mente' di un altro computer: è un primo passo verso uno scenario in cui le macchine potrebbero collaborare tra loro. Il risultato, si legge sul sito della rivista Science, si deve al progetto ToMnet messo a punto dall'azienda DeepMind di Google ed è stato presentato a Stoccolma, nella Conferenza internazionale sull'apprendimento delle macchine.
Messo a punto sotto la guida di Neil Rabinowitz, il progetto ToMnet si basa su tre reti neurali, ossia reti che imitano l'organizzazione del cervello, ciascuna in grado di apprendere dall'esperienza.

Per addestrare l'intelligenza artificiale di ToMnet a prevedere i comportamenti di altre macchine, i ricercatori hanno utilizzato un gioco virtuale basato su tre categorie di personaggi che si muovevano in una stanza per raccogliere caselle colorate: personaggi ciechi che tendevano a seguire i perscorsi lungo muri,  miopi che si spostavano solo verso gli oggetti più vicini e personaggi dalla supervista, che afferravano strategicamente gli oggetti in un ordine specifico per guadagnare più punti.
Dopo un po' di addestramento, il sistema è riuscito a identificare tutti i personaggi grazie a pochi passaggi e a prevedere in modo corretto il comportamento di ognuno di essi.

L'intelligenza artificiale alla velocità della luce, grazie a un dispositivo ottico stampato in 3D.

Fonte: ANSA Scienze
---------------------------
L'intelligenza artificiale mette il turbo e si prepara a funzionare alla velocità della luce, grazie a un dispositivo ottico stampato in 3D alla base di una rete di neuroni artificiali, che imita quella naturale del cervello. Descritto sulla rivista Science, il dispositivo è stato messo a punto dal gruppo coordinato da Aydogan Ozcan, dell'università della California a Los Angeles (Ucla).

Le reti neurali artificiali sono alla base dei sistemi di apprendimento automatico e dell'intelligenza artificiale e vengono utilizzate anche per analizzare immagini mediche e nella traduzione linguistica. "Attualmente queste reti sono sia virtuali, cioè fatte con un software, sia fisiche, cioè consistono in circuiti elettronici in cui i neuroni sono elementi fissi e le connessioni sono fili", ha osservato Vincenzo Galdi, dell'università del Sannio, che con le università della Pennsylvania e del Texas lavora ai computer analogici del futuro e alla progettazione dei nuovi materiali capaci di elaborare le informazioni veicolate dalla luce.

La rete neurale, progettata dai ricercatori e chiamata Diffractive Deep Neural Network (D2NN), è basata invece su dispositivi ottici ed è formata da 5 lamine parallele stampate in 3D, su cui sono incisi dei punti, in grado di distorcere le onde di luce e che agiscono come neuroni artificiali che sono connessi tra loro attraverso le onde di luce.

Il dispositivo è stato addestrato a riconoscere 55.000 immagini e ha imparato a identificarle con una precisione del 91,75%. "E' una prova di principio importante - ha rilevato l'esperto - che serve a dimostrare che è possibile fabbricare dispositivi destinati a reti neurali ottiche che funzionano alla velocità della luce e non consumano energia, perché non c'è bisogno di una batteria che le alimenti".