domenica 9 novembre 2008

Psicocinesi: Video Documentario sulla vita di NINA KULAGINA

FONTE

Nina Kulagina, Ninel Sergeyevna Kulagina (Нине́ль Серге́евна Кула́гина) (1926 – 1990) era una casalinga russa dotata, secondo alcuni, di poteri paranormali quali la psicocinesi. Vennero compiute numerose ricerche in URSS negli ultimi venti anni della sua vita.
Durante la Guerra Fredda, alcuni filmati in bianco e nero e senza sonoro di lei che muoveva, apparentemente senza contatto fisico, degli oggetti su di un tavolo di fronte a lei causarono molto fermento nell'ambiente dei ricercatori sui fenomeni paranormali.
Nina Kulagina affermava di necessitare di un periodo di meditazione per eliminare tutti i pensieri per poter manifestare i suoi poteri. Una volta concentratasi, sosteneva di provare un forte dolore alla spina dorsale e che la sua vista si annebbiava.
Uno dei più conosciuti esperimenti ebbe luogo in un laboratorio di San Pietroburgo il 10 marzo 1970. Secondo alcune fonti, Nina Kulagina sarebbe riuscita ad influenzare il battito cardiaco di una rana, rendendolo più rapido, poi più lento fino a fermarlo; in realtà la rana era già morta e il cuore era stato posto in una campana di vetro; l'andamento del battito ricalcò i naturali battiti che il cuore della rana continua a eseguire anche dopo la morte, per alcuni minuti, e la Kulagina si limitò ad attenderne la fine senza determinarla[1].
Alla fine degli anni 70, un attacco cardiaco molto forte obbligò Nina Kulagina a diminuire le proprie attività. Secondo il rapporto del dottor Zverev, il suo battito cardiaco era irregolare, aveva un livello molto alto di zuccheri nel sangue ed il suo sistema endocrino aveva dei disturbi. Nel lungo periodo soffrì di dolori agli arti, mancanza di coordinazione e capogiri. Secondo alcuni questi sintomi sarebbero stati causati dalle facoltà della medium.

Molte persone ed organizzazioni autorevoli in materia, come James Randi ed il CICAP, hanno espresso il loro scetticismo, sottolineando come gli ambienti non controllati (come stanze d'albergo) in cui venivano svolte le prove ed i lunghi tempi di preparazione potessero lasciare spazio a potenziali trucchi. Inoltre molti degli esperimenti potrebbero, secondo gli scettici, essere dei semplici giochi di prestigio, ottenuti con l'ausilio di fili nascosti, piccoli pezzi di metallo magnetico o con specchi. Durante queste prove non era poi presente alcun esperto di illusionismo capace di poter controllare. Va inoltre sottolineato come, durante la Guerra Fredda, l'Unione Sovietica avrebbe potuto falsificare ed ingigantire i risultati della Kulagina al fine di mostrarsi superiore agli Stati Uniti nel campo del paranormale.

sabato 8 novembre 2008

La Porta Magica - Video Documentario sulla vita di Massimiliano Palombara



FONTE

La Porta Alchemica , detta anche Porta Magica o Porta Ermetica o Porta dei Cieli, è un monumento edificato tra il 1655 e il 1680 da Massimiliano Palombara marchese di Pietraforte (1614-1680) nella sua residenza, villa Palombara, sita nella campagna orientale di Roma sul colle Esquilino nella posizione quasi corrispondente all'odierna piazza Vittorio, dove oggi è stata collocata. La Porta Alchemica è l'unica sopravvissuta delle cinque porte di villa Palombara, sull'arco della porta perduta sul lato opposto vi era un'iscrizione che permette di datarla al 1680, inoltre vi erano altre quattro iscrizioni perdute sui muri della palazzina all'interno della villa.

L'interesse del marchese Palombara per l'alchimia nacque probabilmente per la sua frequentazione sin dal 1656, della corte romana della regina Cristina di Svezia, a palazzo Riario (oggi Palazzo Corsini) sulle pendici del colle Gianicolo oggi sede dell'Accademia Nazionale dei Lincei. Dopo che la regina si convertì al cattolicesimo, abdicò al trono di Svezia e passò gran parte del resto della sua vita esule a Roma, dal 1655 fino alla sua morte avvenuta nel 1689.
Cristina di Svezia era un'appassionata cultrice di alchimia e di scienza (fu istruita da Cartesio) e possedeva un avanzato laboratorio gestito dall'alchimista Pietro Antonio Bandiera. In palazzo Riario nacque un'accademia a cui si collegano i nomi di personaggi illustri del Seicento come il medico esoterista Giuseppe Francesco Borri, di nobile famiglia milanese, l'astronomo Giovanni Cassini, l'alchimista Francesco Maria Santinelli, l'erudito Athanasius Kircher. Il marchese Palombara dedicò a Cristina di Svezia il suo poema rosicruciano La Bugia redatto nel 1656, e secondo una leggenda la stessa Porta Alchemica sarebbe stata edificata nel 1680 come celebrazione di una riuscita trasmutazione avvenuta nel laboratorio di palazzo Riario.

Secondo la leggenda, trasmessaci nel 1802 dall'abate ed erudito Francesco Girolamo Cancellieri, uno stibeum pellegrino fu ospitato nella villa per una notte. Il "pellegrino", identificabile con l'alchimista Francesco Giustiniani Bono, dimorò per una notte nei giardini della villa alla ricerca di una misteriosa erba capace di produrre l'oro, il mattino seguente fu visto scomparire per sempre attraverso la porta, ma lasciò dietro alcune pagliuzze d'oro frutto di una riuscita trasmutazione alchemica, e una misteriosa carta piena di enigmi e simboli magici che doveva contenere il segreto della pietra filosofale.
Il marchese fece incidere sulle cinque porte di villa Palombara e sui muri della magione, il contenuto del manoscritto coi simboli e gli enigmi, nella speranza che un giorno qualcuno sarebbe riuscito a decifrarli. Forse l'enigmatica carta potrebbe riferirsi, per concordanze storiche e geografiche e per il passaggio tra le mani di alcuni appartenenti al circolo alchemico di villa Palombara, al misterioso manoscritto Voynich, che faceva parte della collezione di testi alchemici appartenuti al re Rodolfo II di Boemia e donati da Cristina di Svezia al suo libraio Isaac Vossius, e finì nelle mani dell'erudito Athanasius Kircher, uno degli insegnanti del Borri nella scuola gesuitica.

Il Borri nel 1659 fu accusato dalla Santa Inquisizione di eresia e veneficio. Datosi alla fuga, dopo una vita avventurosa passata in varie città d'Europa dove esercitò la professione medica, fu arrestato e restò recluso a Roma nelle carceri di Castel Sant'Angelo tra il 1671 e il 1677. Quando gli fu concesso il regime della semilibertà dal 1678, riprese a frequentare il suo vecchio amico Massimiliano Palombara che lo ospitò nella sua villa negli anni successivi fino alla sua morte avvenuta nel 1680. Tra gli anni 1678 e 1680 Borri e Palombara fecero le iscrizioni enigmatiche, e di certo si sa che almeno una scritta della villa (quella sopra l'arco della porta in via Merulana) risale al 1680.
Il Borri fu di nuovo recluso a Castel S. Angelo dal 1691 dove sarebbe morto nel 1695, eppure a soli tre anni dopo questa data risalirebbe la nascita presunta di uno dei più misteriosi personaggi del settecento: il Conte di San Germano, un leggendario alchimista che avrebbe trovato il segreto dell'elisir di lunga vita, e la cui esistenza si sovrappone in parte con quelle del mago Cagliostro che a sua volta dichiarava di essere vissuto due secoli. Il confronto tra i ritratti di Francesco Giuseppe Borri e del Conte di San Germano, pur separati da almeno un secolo, mostrano, secondo alcuni, lineamenti compatibili con quelli di una stessa persona.

I simboli incisi sulla porta alchemica possono essere rintracciati tra le illustrazioni dei libri di alchimia e filosofia esoterica che circolavano verso la seconda metà del Seicento, e che presumibilmente erano in possesso del marchese Palombara.
In particolare il disegno sul frontone della Porta Alchemica, con i due triangoli sovrapposti e le iscrizioni in latino, compare quasi esattamente uguale sul frontespizio del libro allegorico/alchemico Aureum Seculum Redivivum di Henricus Madatanus (pseudonimo di Adrian von Mynsicht, 1603-1638). Il frontespizio dell'edizione originale del 1621 è molto diverso, infatti il disegno a cui si ispirò il Palombara compare esattamente solo nell'edizione postuma del 1677.
Sul frontone della porta alchemica è rappresentato in una patacca il sigillo di Salomone circoscritto da un cerchio con iscrizioni in latino, con la punta superiore occupata da una croce collegata ad un cerchio interno e la punta inferiore dell'esagramma occupata da un oculus : il simbolo alchemico del sole e dell'oro. Il fregio rappresenta un simbolo della setta dei Rosa Croce rappresentato in molti testi del seicento, compare forse per la prima volta sul frontespizio del libro 'Aureum Seculum Redivivum'.
Il triangolo con l'oculus è molto simile ad un analogo simbolo di una piramide con la punta occhiuta, che compare sulle banconote statunitensi da un dollaro, fra l'altro accompagnato da una scritta in latino Novus Ordo Seclorum che richiama la scritta sul frontone Aureum Seculum Redivivum. La specifica piramide usata nel simbolo americano è tratta dalla Pyramidographia, un volume pubblicato nel 1646 a Londra da John Greaves (1602-1652) dopo un viaggio in Egitto, è ipotizzabile un'ispirazione comune dall'immagine in questo testo sia del frontespizio del libro Aureum Seculum Redivivum, come anche del simbolo che compare sulla banconota statunitense. Tale simbologia venne adottata dalla setta degli Illuminati di Baviera, che nacque circa cento anni dopo la pubblicazione del testo esoterico in Germania del 1677. Sia la setta degli Illuminati sia la simbologia della banconota da un dollaro, alimentano tutta una corrente di ipotesi sulla teoria del complotto.
I simboli alchemici lungo gli stipiti della porta seguono la sequenza dei pianeti associati ai corrispondenti metalli: Saturno-piombo, Giove-stagno, Marte-ferro, Venere-rame, Luna-argento, Mercurio-mercurio. Tale sequenza viene forse ripresa dal testo Commentatio de Pharmaco Catholico pubblicati nel Chymica Vannus del 1666. Ad ogni pianeta viene associato un motto ermetico, seguendo il percorso dal basso in alto a destra, per scendere dall'alto in basso a sinistra, secondo la direzione indicata dal motto in ebraico Ruach Elohim. La porta si deve quindi leggere come il monumento che segna il passaggio storico del rovesciamento dei simboli del cristianesimo verso il nuovo modello spirituale che si stava sviluppando nel Seicento.

Oggi si può ammirare la Porta Alchemica nell'angolo nord dei giardini all'interno di Piazza Vittorio Emanuele II. La sua posizione originaria si trovava a circa cinquanta metri verso l'incrocio di via Carlo Alberto con via di San Vito, lungo un muro perimetrale che fronteggiava Strada Felice, con villa Palombara situata tra le antiche strade Felice e strada Gregoriana (l'attuale via Merulana). La strada Felice era un rettilineo fatto costruire da papa Sisto V nel 1588, partiva da Trinità dei Monti passava per Santa Maria Maggiore e proseguiva fino a piazza Santa Croce in Gerusalemme.
Nel 1873 la porta magica fu smontata e ricostruita nel 1888 all'interno dei giardini di piazza Vittorio, su un vecchio muro perimetrale della chiesa di S. Eusebio, e accanto furono aggiunte due statue del dio Bes, che si trovavano in origine nei giardini del Palazzo del Quirinale.

Il Cronovisore: La storia di Padre Pellegrino Ernetti - Video Documentario



FONTE

Pellegrino Alfredo Maria Ernetti conosciuto ai più semplicemente come padre Ernetti (Rocca Santo Stefano, 1925 – Isola di San Giorgio Maggiore, 1994) è stato un musicologo, monaco, inventore ed esorcista italiano. È noto soprattutto per avere svolto ricerche in campi ritenuti non convenzionali dalla comunità scientifica.

Uomo di notevole erudizione, filosofo ed esorcista, Ernetti fu un esperto di musica e di storia della musica antica in particolare. Fu monaco benedettino presso l'Abbazia di San Giorgio Maggiore a Venezia. Presso l'abbazia ha sede l'Istituto di prepolifonia (fino a poco tempo fa l'unico esistente al mondo), dove fin dal 1963 Ernetti ha insegnato prepolifonia, ovvero la musica antica anteriore alle notazioni. Dal convento Santa Cecilia di Roma ha avuto la nomina a direttore nazionale del segretariato degli studi religiosi maschili d'Italia per la musica sacra. È stato anche collaboratore di Padre Agostino Gemelli presso il Laboratorio di Fisica dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Sul finire degli anni quaranta padre Pellegrino Ernetti intrattenne una collaborazione scientifica con padre Agostino Gemelli, religioso francescano, medico e fondatore dell'Università Cattolica di Milano.
Secondo quanto riportato dallo stesso Ernetti, stavano entrambi lavorando nei locali del Laboratorio di Fisica dell'università quando in un momento di sconforto il padre Gemelli esclamò come era solito fare in certi momenti: "Papà aiutami!". Fu proprio questa frase esclamata dal Gemelli che avrebbe suscitato la risposta inequivocabile del papà del Gemelli morto molti anni prima, che sarebbe rimasta impressa su un registratore lasciato attivo nel laboratorio. Riproducendo il nastro si sarebbe sentita una voce che diceva: "Certo che ti aiuto zuccone." Ma solo suo papà era solito chiamare il Gemelli "zuccone" e nessun altro.
I due ricercatori non avrebbero mancato di informare il Vaticano in merito a questi presunti fenomeni di comunicazioni, cui entrambi avrebbero assistito.

In tempi relativamente recenti ha fatto scalpore la notizia pubblicata sui mass media a partire dagli anni settanta secondo la quale padre Ernetti sin dalla seconda metà degli anni cinquanta, insieme a un gruppo di famosi scienziati tra i quali l'italiano Enrico Fermi e il tedesco Wernher von Braun, avrebbe progettato e infine costruito il cronovisore, una macchina che permetteva di vedere avvenimenti accaduti nel passato, che Ernetti chiamava "macchina del tempo".
Il principio fisico che permetterebbe il funzionamento di questa macchina sembrerebbe riassumersi nella teoria secondo cui ogni essere vivente lascia dietro di sé nel tempo una traccia costituita da una non ben identificata forma di energia. Tali tracce, visive e una sonore, rimarrebbero "impresse" nell'ambiente nel quale si manifestarono.
Ernetti raccontò, in una delle sue prime e uniche esternazioni sull'incredibile invenzione, di aver assistito, attraverso il cronovisore, alla rappresentazione del Tieste nel 169 a.C., una tragedia perduta del poeta latino Ennio e di averla trascritta. Ma ancor più clamorosamente, Ernetti affermava di aver assistito nientemeno che alla passione e crocifissione di Gesù Cristo.
L'esistenza della macchina tuttavia non è mai stata dimostrata pubblicamente e padre Ernetti, per il resto della propria vita, si chiuse in un riserbo assoluto su questo argomento.
Più recentemente ancora tuttavia il teologo ed esperto di "Transcomunicazione strumentale" padre François Brune ha riportato dopo molti anni alle cronache l'avveniristico ed ipotetico cronovisore, con un suo libro pubblicato del 2002. Lo scrittore francese sostiene infatti che dell'invenzione fu immediatamente messo al corrente il Vaticano nella persona stessa del Papa di allora e pare anzi che la macchina venisse trasportata proprio nella cittadella sacra dove i suoi segreti sarebbero ancora oggi custoditi.
Il racconto di Brune della vicenda che vede padre Ernetti come principale protagonista è scritto come una sorta di giallo, nel quale l'autore corre in lungo e in largo per l'Europa interrogando testimoni alla ricerca di nuovi indizi su questa misteriosa macchina del tempo, a partire proprio dai lunghi colloqui avuti dallo stesso autore con Padre Ernetti, che aveva conosciuto in tempi trascorsi a Venezia, quando l'autore dell'inchiesta non era stato ancora ordinato prete.

GREGG BRADEN (intervista) - Profezie del 2012,migrazione e inversione magnetica dei poli terrestri,risveglio interiore.



venerdì 7 novembre 2008

Inchiesta sul wi-fi - Segnale d'allarme - Report Rai 3





WWW.OLOSCIENCE.COM

Telefonare nuoce gravemente alla salute: Video documentario sugli effetti nocivi dell'uso indiscriminato del telefonino





WWW.OLOSCIENCE.COM

L' Archivio di Guglielmo Marconi è on line - Biografia e scoperte scientifiche di un grande inventore


For the first time Marconi have opened their Archive to the public through the world wide web. MarconiCalling is a fascinating exploration of Guglielmo Marconi's life, his scientific discoveries, the impact of wireless and the development of modern communications.

You will need Flash v.4 (or above) to view the site. If you want to download the plugin, or other plugins required, please check the technical requirements.

This HTML, non-Flash version provides quick access to the online archive only.
Information concerning Marconi plc on this site was correct as of mid-2001.For current information please refer to
www.marconi.com. Before entering the site, please read the disclaimer.

© Marconi Corporation plc. 2001. All rights reserved.
WWW.OLOSCIENCE.COM