giovedì 11 ottobre 2012

Sviluppata nuova tecnologia a infrarossi, per un trasferimento dati più veloce.

Fonte: Cordis
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Grazie alle nuove tecnologie emergenti, il mondo sta diventando sempre più piccolo. I telefonini e gli smartphone ci permettono di parlare con chiunque in giro per il mondo e di inviare e-mail e fotografie in modo quasi istantaneo. Ma con l'aumentare delle nostre capacità di fare cose, aumentano anche le nostre esigenze; il risultato è che alcune di queste nuove tecnologie stanno già scricchiolando sotto la troppa pressione.

Uno dei colli di bottiglia lo troviamo nel campo del trasferimento di dati. Questo trasferimento può avvenire mediante connessioni fisiche con cavi, che aumentano la confusione, o in modo wireless mediante Bluetooth o Wi-Fi. Questi ultimi sistemi sono accettabili per file piccoli, ma cosa fare con il video della laurea o del matrimonio appena girato? Il processo di trasferimento potrebbe essere molto lungo.

Ricercatori all'Istituto Fraunhofer per i microsistemi fotonici (Fraunhofer IPMS) a Dresda, in Germania, hanno sviluppato un nuovo sistema usando una tecnologia a infrarossi che non solo supera le attuali tecnologie wireless, ma anche quelle più comuni che sfruttano i cavi.

Frank Deicke, uno dei ricercatori che hanno sviluppato la nuova tecnologia nonché specialista nella tecnologia a infrarossi, ha presentato il modulo a infrarossi appena sviluppato che non assomiglia a nulla di mai visto prima. "Esso trasferisce i dati a una velocità di 1 gigabit al secondo (Gbit/s). Per rendere meglio l'idea, un singolo carattere di un'e-mail ha una dimensione di otto bit. Il modulo a infrarossi è in grado di trasferire 125 milioni di caratteri al secondo," spiega Deicke.

Le connessioni via cavo tra i dispositivi elettronici sono solitamente più veloci di quelle wireless; questo modulo a infrarossi tuttavia cambia le carte in tavola. Il nuovo "modulo di comunicazione multi-gigabit" come viene chiamato, è sei volte più veloce di un cavo USB 2.0, attualmente il cavo per trasferire dati più comunemente utilizzato. La maggior parte dei computer hanno porte USB 2.0 e la maggior parte delle memorie di massa portatili seguono questo protocollo. Quando viene confrontato con i convenzionali trasferimenti wireless, il modulo a infrarossi lascia la concorrenza al palo: è 46 volte più veloce del Wi-Fi e 1.430 volte più veloce di una connessione Bluetooth.

La maggiore velocità di trasferimento deriva da un'elaborazione del segnale ad alta velocità. Nel trasferimento di dai, i colli di bottiglia si verificano durante la codificazione e la decodificazione dei dati. Ad esempio, prima di essere inviate, le informazioni video provenienti da una fotocamera digitale devono innanzitutto essere convertite in un segnale radio. Il dispositivo ricevente, un computer portatile o uno fisso, quindi decodifica il segnale radio e lo converte nuovamente in dati video. Tutto questo richiede un tempo di elaborazione.

La sfida per il ricercatore e il suo team è stata quella di costruire un piccolo modulo a infrarossi con hardware e software a funzionamento veloce. Inoltre, il tempo di elaborazione richiesto doveva essere minimo, poiché quanto più intensamente devono lavorare i microprocessori, tanta più elettricità essi consumano. "Noi in sostanza abbiamo ottenuto questo mediante un'intelligente combinazione di diverse soluzioni tecniche," ha detto Deicke.

Una di queste soluzioni è il ricetrasmettitore, un componente ottico che è in grado di inviare e ricevere simultaneamente segnali luminosi. Il ricetrasmettitore è grande appena quanto l'unghia del dito di un bambino, ma riesce a far stare al suo interno un diodo laser per inviare impulsi di luce e un rilevatore di luce per rilevarli. Anche i decodificatori che ricevono e traducono i dati codificati sono fondamentali.

Deicke e i suoi colleghi hanno dovuto programmare ingegnosi meccanismi per correggere gli errori, poiché i segnali di luce si indebolivano e distorcevano nell'aria. Proprio come avviene quando si cambia canale della televisione con il telecomando, ci deve essere una linea visuale libera tra chi invia e chi riceve i dati. Ma questo non è un problema per Frank Deicke: "Basta semplicemente collocare la fotocamera o lo smartphone vicino al computer o al laptop." Il video può quindi essere trasferito in solo pochi secondi.

I ricercatori sono consapevoli che i produttori devono accettare questa tecnologia come standard prima che essa si possa diffondere ulteriormente. Solo allora essa riuscirà a entrare in un'ampia gamma di dispositivi, permettendo così ai consumatori di connettere praticamente qualsiasi laptop a qualsiasi fotocamera senza problemi. Ecco perché Deicke è molto attivo nella Infrared Data Association, dove, tra le altre cose, egli contribuisce al "10 Giga-IR working group".

Questo rende palese il suo obbiettivo per il futuro: migliorare la velocità di 1 Gbit/s. "Il nostro attuale modulo a infrarossi ha già dimostrato che la tecnologia a infrarossi è capace di spingersi ben oltre gli standard stabiliti. Noi prevediamo di migliorare le prestazioni ancora di più in futuro." Deicke è già riuscito a mostrare che la velocità di trasferimento del suo modello attuale può essere portata a 3 Gbit/s. I 10 Gbit/s non possono essere molto lontani.
Per maggiori informazioni, visitare:

Istituto Fraunhofer per i microsistemi fotonici (Fraunhofer IPMS):
http://www.ipms.fraunhofer.de/en.html

Infrared Data Association: http://www.irda.org/
ARTICOLI CORRELATI: 34821, 34834, 34837
Categoria: Varie
Fonte: Istituto Fraunhofer
Documenti di Riferimento: Sulla base di informazioni diffuse dall'Istituto Fraunhofer per i microsistemi fotonici (Fraunhofer IPMS)
Codici di Classificazione per Materia: Elettronica, Microelettronica; Applicazioni della tecnologia dell'informazione e della comunica; Elaborazione dati, Sistemi di informazione; Tecnologie di rete ; Telecomunicazioni
RCN: 35116

martedì 9 ottobre 2012

Ecco come fotografare il cuore.

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Fotografie del cuore per aiutare i medici nella diagnosi e nella cura dell'infarto. A renderle possibili è una nuova tecnica di microscopia, messa a punto da Claudio Vinegoni, del Massachussetts General Hospital di Boston, e Paolo Fumene Ferruglio e Andrea Sbarbati, dell'Università di Verona, che permette di generare immagini del cuore in tempo reale e ad altissima risoluzione.
La nuova tecnica, descritta su Nature Communications, non ha bisogno dello stato di immobolità assoluta dell'organo, richesto dagli altri metodi attualmente disponibili e difficile da ottenere con il cuore. Questo grazie all’impiego di speciali microscopi (definiti confocali e multi fotone) combinati con un ventilatore, un elettrocardiografo e un computer fornito di una potente scheda video.
"Abbiamo dimostrato che è possibile visualizzare il cuore di un topo in condizioni di anestesia totale", spiega Vinegoni, coordinatore del progetto, "mentre batte normalmente all’interno della cavità toracica, con una risoluzione sub-cellulare e in tempo reale. Per controllare il respiro abbiamo impiegato un ventilatore meccanico in combinazione con un nuovo dispositivo stabilizzante a forma di anello ancorato alla parete cardiaca. Questi accorgimenti ci hanno permesso di ridurre notevolmente gli artefatti indotti da movimento fisiologico, anche se non di eliminarli completamente".
Gli scienziati hanno quindi individuato una finestra temporale, situata alla fine della fase di espirazione, in cui le immagini acquisite risultavano ripetibili nel tempo. Considerato che quello di acquisizione di una singola immagine supera di qualche volta il tempo della finestra, è stato necessario ottenere più immagini consecutive per costruirne una finale. La metodica messa a punto dai ricercatori è poco invasiva e può essere adattata allo studio di organi diversi dal cuore.
Riferimenti e credits immagine: Sungon Lee, Claudio Vinegoni, Paolo Fumene Feruglio, Lyuba Fexon, Rostic Gorbatov, Misha Pivoravov, Andrea Sbarbati, Matthias Nahrendorf e Ralph Weissleder. Real-time in vivo imaging of the beating mouse heart at microscopic resolution; doi:10.1038/ncomms2060

Ma c'è corrente elettrica in un isolante?

Fonte: Sci-X
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Il team che impiega i raggi X di femtosecondi ha osservato un trasferimento estremamente veloce di elettroni tra atomi vicini, mediante l'applicazione di un forte campo ottico un cristallo isolante e la distribuzione degli elettroni nello spazio reale.
In un materiale isolante, gli elettroni non si muovono assolutamente, quando vengono sottoposti ad una forte tensione. E se si muovono, a che velocità e quanta strada percorrono?
Per rispondere a questa domanda fondamentale, bisogna misurare la posizione degli elettroni nel materiale con una precisione dell'ordine di 0.1 nm, più o meno corrispondenti alla distanza tra atomi vicini. Ciò è possibile mediante prendendo immagini del materiale con raggi X, che sono diffusi dagli elettroni e forniscono la loro disposizione spaziale. Inoltre, occorre applicare un campo elettrico sufficientemente elevato per spostare gli elettroni dagli atomi ai quali sono legati inizialmente. Tale campo elevato può essere fornito per un intervallo di tempo molto breve di 50 femtosecondi, da un forte impulso ottico che viene inviato sul materiale.
In questo numero di Physical Review Letters (PRL 109, 147402, 2012
(link :
http://prl.aps.org/abstract/PRL/v109/i14/e147402), Johannes Stingl, Flavio Zamponi, Freyer Benjamin, Michael Woerner, Thomas Elsaesser e Andreas Borgschulte riferiscono sulla prima ripresa di immagini, in situ, con raggi X,di movimenti di atomi ed elettroni, indotti da un forte campo ottico. Per il materiale ionico LiBH4 del prototipo, hanno determinato la mappa degli elettroni, in funzione del tempo, ricavata mediante istantanee ai raggi X, prese con flash di raggi x duri, della durata di 100 femtosecondi. Prendendo istantanee coi raggi X in momenti diversi durante e dopo l'impulso ottico che fornisce il campo elettrico, si crea un film molecolare dei movimenti di atomi ed elettroni.
E 'stata una grande sorpresa per i ricercatori che, durante la sovrapposizione temporale dell'impulso ottico e del flash di raggi X, avviene un trasferimento estremamente rapido di un elettrone dagli ioni BH4- ai vicini Li +, per una distanza di 0,25 nm. Poiché il campo elettrico dell'impulso ottico inverte il senso ogni 1,3 fs, l'elettrone è guidato avanti e indietro tra i due siti, ad una velocità estremamente elevata, di circa l’1% della velocità della luce. Dopo l'impulso ottico, l'elettrone ritorna allo ione BH4- e viene ripristinata la distribuzione elettronica originale. Al di là di questo trasferimento reversibile di elettrone,quasi istantaneo, non c’è corrente elettrica macroscopica, ossia il materiale si comporta come isolante.
Un’analisi quantitativa mostra che la grande escursione degli elettroni tra ioni adiacenti dà il contributo principale alla polarizzazione elettrica e rappresenta la causa di molte non-linearità alle frequenze ottiche.
Accanto alle nuove conoscenze nelle proprietà fondamentali elettriche e ottiche degli isolanti, gli esperimenti offrono grandi potenzialità di impiego per la caratterizzazione temporale di impulsi di raggi X ultracorti.

Testo originario e filmato:

Scienziati sviluppano ceramica piegabile, da spruzzare su metallo.

Fonte: Sci-X
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Metallo o ceramica? Spesso gli ingegneri si pongono questa domanda quando devono scegliere un materiale per un componente o una macchina. Se l'abrasione deve essere la minima possibile, o se un pezzo non deve condurre corrente, anche a temperature elevate, si richiede l’uso della ceramica. In altri casi, il minor numero di componenti può essere molto rigido; in caso di carichi devono anche resistere ai movimenti di flessione, senza rompersi: il metallo è il materiale più adatto. Ricercatori dell’INM (Istituto Leibniz per i Nuovi Materiali) di Saarbrücken hanno ora sviluppato, attraverso un metodo insolito, un rivestimento in grado di avere ambedue le caratteristiche: si comporta come la ceramica e, ciononostante , resta ancora flessibile.
Questo materiale sarà presentato alla Fiera “Materialica 2012”, la Fiera Internazionale per i materiali, le superfici e la progettazione di prodotto, che si svolgerà a Monaco di Baviera.
"Applicare un rivestimento ceramico su un metallo è il metodo usuale per combinare i vantaggi del metallo e della ceramica", ha detto Carsten Becker-Willinger, direttore del gruppo di ricerca Nanomeri. “Per lo più quelle ceramiche vengono indurite a circa 1200 gradi Celsius e sinterizzate, ossia compattate. In questo caso, le ceramiche sono molto compatte e resistenti alle abrasioni, ma anche molto fragili ", dice ancora l'esperto in nanotecnologie.
Pertanto, i ricercatori hanno scelto un percorso di produzione diverso: mediante tecniche di rivestimento, quali immersione o spruzzatura, di solito usati per rivestimenti plastici, sono riusciti a produrre un rivestimento ceramico inorganico e regolare, di ossido di silicio e carburo di silicio. "Con questo metodo chimico-umido, sono stati sufficienti appena 400-500 gradi Celsius per indurire il rivestimento. Tuttavia, si possono impiegare a temperature molto più elevate.
Come afferma il chimico Becker-Willinger, quando un metallo rivestito di questa ceramica viene piegato di 180 gradi oppure si lascia cadere una sfera di acciaio da un’altezza di un metro, il rivestimento e il metallo non subiscono alcuna frattura. Anche con la piegatura, l'effetto isolante elettrico del rivestimento rimane, proprio perché non si sono formate crepe o ponti conduttivi.
Attualmente, il materiale di base per un tale rivestimento è disponibile su scala di laboratorio presso l’INM. E 'adatto, per esempio, per il rivestimento di acciaio, di acciaio inossidabile, di titanio e di leghe di titanio. In cooperazione industriale, i ricercatori intendono personalizzare ulteriormente il materiale per soddisfare specificamente le applicazioni in macchinari, nella costruzione navale, nelle costruzioni per la produzione di energia, nel settore automobilistico e in quello aerospaziale.
Articolo originario di Carola Jung:

lunedì 8 ottobre 2012

Un "mantello dell'invisibilità" anche per gli elettroni.

Fonte: Le Scienze
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E' stato realizzato da un gruppo del MIT sfruttando le proprietà quantistiche degli elettroni, che in opportune condizioni si comportano come onde. Una volta perfezionato per un uso in ambito industriale, il dispositivo - costituito da nanoparticelle immerse in un semiconduttore - potrebbe dar vita a una nuova generazione di interruttori elettronici.
Un mantello dell’invisibilità per gli elettroni è stato proposto da un gruppo di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT), che illustrano i risultati a cui sono giunti in un articolo pubblicato sulle “Physical Review Letters”. Portando la nuova tecnologia su scala industriale, osserva Gang Chen, che ha diretto lo strudio, sarebbe possibile progettare nuovi interruttori elettronici che vanno dal visibile (struttura 'aperta') e invisibili ('chiuso'). "Inoltre, la dispersione di elettroni rispetto al profilo energetico delle strutture, che varia notevolmente, potrebbe essere utile in applicazioni che prevedono meccanismi di scattering fortemente dipendenti dall'energia, quali quelle in atto nei dispositivi termoelettrici."
I "mantelli dell'invisibilità" realizzati finora sono resi possibili dalla creazione di particolari metamateriali, strutture artificiali dotate di proprietà ottiche che non si ritrovano in natura, come gli indici di rifrazione negativo. Queste strutture sono accuratamente progettate in modo tale che le onde in arrivo fluiscano lungo al mantello nelle varie direzioni, per poi riunirsi dall'altra parte del mantello e proseguire come se l’oggetto interposto non ci fosse. Lo stesso principio è stato applicato anche per progettare mantelli destinati a rendere invisibili rispetto alle onde sonore.
Per le leggi della meccanica quantistica, tuttavia, anche gli elettroni possono comportarsi come onde, anche se i fenomeni di diffusione che intervengono nel mezzo in cui si propagano fanno sì che dopo un certo tempo la funzione d’onda collassi e l’elettrone si comporti come una particella; i calcoli eseguiti da Gang Chen e colleghi hanno permesso di definire nel dettaglio quando e come sia possibile sfruttare questa proprietà e procedere
quindi alla progettazione di un simile apparato.
Il dispositivo messo a punto ora al MIT è costituito da una serie di nanoparticelle con una dimensione di circa 10 nanometri, paragonabile a lunghezze d'onda elettroniche, incorporate all’interno di un semiconduttore. "Nel nostro progetto, nuclei e gusci delle nanoparticelle presentano una molteplicità di interfacce in cui le onde degli elettroni si riflettono", ha spiegato Bolin Liao, primo firmatario dell’articolo.
"Attraverso un’accurata sintonizzazione delle interfacce le onde riflesse dalle diverse interfacce possono interferire l’una con l'altra in modo distruttivo e annullare quasi perfettamente i fenomeni di diffusione che portano al collasso delle funzione d’onda. Le onde di elettroni con l’energia ‘corretta’ possono così viaggiare attraverso la struttura della nanoparticella senza essere riflesse, come se non ci fosse niente sulla loro strada."

domenica 7 ottobre 2012

Costruire strutture 3D da un modello 2D.

Fonte: Sci-X
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Nuovo metodo di incisione per produrre microstrutture tridimensionali in silicio per il trattamento dei segnali luminosi nel settore delle telecomunicazioni.
Nelle telecomunicazioni moderne, la luce trasporta informazioni digitali per chilometri in pochi secondi. Materiali ottici adattati controllano i segnali luminosi. Sulla rivista AFM, ricercatori di Berlino, Lovanio e del Karlsruhe Institute of Technology presentano un metodo per la produzione di cristalli fotonici. Le loro proprietà ottiche sono messe a punto da strutture di dimensioni micrometriche. Il metodo è rapido, economico, e semplice e utilizza in parte il principio di auto-organizzazione (DOI: 10.1002/adfm.201201138).
"Le proprietà ottiche dei materiali possono essere influenzati decisamente dalla strutturizzazione specifica", spiega Andreas Frölich del Karlsruhe Institute of Technology. Il silicio è usato in componenti, ad es filtri o deflettori, per le telecomunicazioni. Finora, tuttavia, tutti questi componenti sono stati piatti, cioè bidimensionali. Concetti completamente nuovi concetti potrebbero essere realizzabili, mediante l’impiego di componenti tridimensionali. Le spese necessarie per strutturare il silicio sono molto alte. La struttura deve essere molto regolare in tutte le tre direzioni spaziali e i dettagli devono avere le dimensioni di circa un micrometro.
"Il nostro nuovo metodo di fabbricazione SPRIE (Sequential Passivation and Reactive Ion Etching) utilizza tecnologie consolidate, come l'incisione chimica e metodi innovativi, come l'auto-organizzazione e li combina in modo molto creativo", afferma Martin Wegener, professore dell'Istituto di Fisica Applicata e dell’Istituto di Nanotecnologia del KIT e coordinatore del Centro DFG per le nanostrutture funzionali (CFN). Il metodo SPRIE viene applicato per strutturare il silicio su grandi aree in modo semplice e tridimensionale. Per prima cosa, viene applicata, sulla superficie del silicio, una soluzione con sfere micrometriche di polistirene. Dopo essiccazione, queste sfere formano automaticamente un monostrato denso sul silicio. Dopo un rivestimento metallico e la rimozione delle sfere, resta una maschera di incisione a forma di nido d’ape, sulla superficie del silicio.
"Questa maschera di incisione è il nostro modello bidimensionale per la costruzione della struttura tridimensionale", dice Frölich. Le aree libere vengono rimosse mediante incisione chimica con un gas plasma reattivo. Un campo elettrico viene applicato per fare in modo che le particelle di gas incidano in profondità solo od omogeneamente in tutte le direzioni. "Inoltre, si può specificamente passivare le pareti del foro, il che significa che sono protette da ulteriore incisione, attraverso uno strato di polimero. "
Ripetute incisioni e passivazioni fanno crescere, in profondità, i fori della maschera di incisione . Fino alla dimensione di 10 micrometri, la loro profondità supera la larghezza di un fattore superiore a 10. Le fasi di processo e il campo elettrico sono regolati con precisione per controllare la struttura delle pareti. Invece di un semplice foro con pareti verticali lisce, ogni fase dell’incisione produce una depressione sferica con una superficie curva. Questa curvatura è la base per le strutture regolari ripetitive di guide d'onda di tipo nuovo. "La telecomunicazione ottica avviene ad una lunghezza d'onda di 1,5 micron. Con il nostro metodo di incisione, noi produciamo una struttura micrometricamente corrugata, lungo le pareti. “Il campo di fori strutturati strettamente adiacenti e molto profondi, agisce, nel suo complesso, come un cristallo regolare su cui la luce rifrange nel modo desiderato.
Il metodo SPRIE può produrre un cristallo fotonico tridimensionale in pochi minuti, dato che è basato su processi industriali convenzionali. In linea di principio, una struttura tridimensionale può essere generata in silicio utilizzando una maschera liberamente definibile. Questo apre nuove possibilità per soddisfare i requisiti dei componenti ottici nelle telecomunicazioni.
Sono disponibili differenti disegni di cristalli fotonici. Alcuni vengono applicati come guide d'onda con raggi di curvatura molto piccoli e piccole perdite, o come filtri ottici di banda ultra-piccola e come multiplexer. Entro pochi decenni potranno essere fattibili computer che lavorano con la luce invece che con l’energia elettrica potrebbe essere fattibile.
A questo progetto hanno lavorato,oltre al KIT, anche l’Université Catholique de Louvain e la Humboldt University di Berlino.
L’abstract e l’articolo scientifico:
Il comunicato stampadel KIT:
Foto: KIT / CFN

Volete diventare milionari con un fortunato sito Internet? Vi dico ciò che vi occorre…

Un articolo di Fausto Intilla
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Dunque, la prima cosa da fare è cercare due persone fidate, disposte a lavorare per voi nella creazione del sito Internet in questione (se riuscite a creare una società composta dai tre membri fondatori del sito, ossia da voi stessi più gli altri due collaboratori fidati, affinché gli utili che proverranno dall’attività del sito potranno così essere equamente distribuiti, è certamente meglio). Questi due collaboratori (o membri della vostra neonata società), dovranno essere:  un ingegnere informatico specializzato nella realizzazione di siti web e un disegnatore fumettista.
Il sito dovrà dare la possibilità a qualsiasi utente di registrarsi gratuitamente, e di creare delle storie a fumetti per mano propria! Qualsiasi utente quindi (una volta registratosi nel sito), potrà scegliere, da una lista di 1000 paesaggi predefiniti, quello da utilizzare nel primo riquadro che darà inizio alla storia che vuole creare-raccontare. I personaggi di ogni storia, saranno al massimo 10, e in qualsiasi storia che venga raccontata da qualsiasi utente, si ritroveranno sempre gli stessi personaggi (appartenenti al gruppo predefinito dei 10). Per ogni personaggio, l’utente potrà scegliere in quale posizione o atteggiamento inserirlo nel primo e nei successivi riquadri, selezionando l’immagine da una lista di 1000 immagini (dello stesso personaggio; quindi con 10 personaggi, si avranno in totale 10'000 immagini) tutte diverse l’una dall’altra (in quanto ritraggono sempre lo stesso personaggio, ma in posizioni e atteggiamenti diversi).
In ogni riquadro, sarà dunque possibile inserire (una volta scelto lo sfondo ideale, ossia il paesaggio appropriato alle situazioni rappresentate nel vari riquadri) i personaggi desiderati, affinché possa prendere forma una storia da raccontare; fatto ciò, sarà inoltre possibile inserire (sopra o di fianco ad ogni personaggio-fumetto) le famose nuvolette (per i pensieri o per le parole pronunciate dai rispettivi personaggi) opportunamente vuote, in cui ogni utente intento a creare la propria storia a fumetti, potrà scrivere ciò che gli pare!
I 10 personaggi  che daranno forma a tutte le storie create dagli utenti, dovranno essere del tutto nuovi e quindi estranei al mondo di tutti i personaggi a fumetti attualmente conosciuti (onde evitare di pagare alla Walt Disney ogni mese, una volta che il sito inizia a “girare”, decine di migliaia di dollari sui copyrights); cercatevi dunque un disegnatore-fumettista …dotato di grande fantasia! 
Se avete 20'000 euro  sotto il materasso e non sapete in che modo investirli, questa a mio avviso potrebbe essere una buona idea.  Ah, un’ultima cosa …attenzione a non farvela rubare! J J J
Buona fortuna! J
Fausto Intilla