giovedì 9 ottobre 2014

Il supermicroscopio europeo da 1,8 miliardi. Nasce in Svezia, ed è la più potente sorgente di neutroni al mondo.

Il progetto della struttura che ospiterà il supermicroscopio ESS (fonte: ESS)
Fonte: ANSA Scienze
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Parla italiano il microscopio a neutroni più potente del mondo. Si chiama Ess (European Spallation Source) e permetterà di conoscere la struttura di cellule, molecole e materiali con un dettaglio senza precedenti, con ricadute nei settori più diversi: dall'elettronica all'energia solare, dalla biologia alla medicina. Costa 1,8 miliardi di euro e la prima pietra e' stata posata il 9 ottobre in Svezia, a Lund. I primi neutroni sono attesi per il 2019, mentre i primi esperimenti sono in programma nel 2023.

Al progetto, che getta le basi per una nuova generazione di infrastrutture di ricerca in Europa l'Italia partecipa in modo importante con il ministero per l'Istruzione, l'Universita' e la Ricerca, l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Elettra Sincrotrone Trieste e Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr).

''L'Infn partecipa alla realizzazione della nuova sorgente europea di neutroni sin dal 2009'', con la progettazione e la costruzione di componenti fondamentali dell'acceleratore", ha Eugenio Nappi, della giunta esecutiva dell'Infn e rappresentante del ministero nel comitato guida del progetto Ess. Per il presidente di Elettra Sincrotrone Trieste, Alfonso Franciosi, ''la partecipazione concreta e attiva di Elettra e degli altri partner italiani alla European Spallation Source è un'opportunità fondamentale per il nostro Paese, sia dal punto di vista scientifico sia dal punto di vista industriale''. Soddisfatto anche il presidente del Cnr, Luigi Nicolais, per il quale il progetto Ess ''è un esempio di infrastruttura scientifica ideata, progettata e realizzata europeisticamente''.

venerdì 3 ottobre 2014

Catturata la particella bifonte. È anche la sua antiparticella, prevista da Ettore Majorana.

La traccia alle estremità corrisponde al fermione di Majorana (fonte: Ilya Dorzdov, Yazdani Lab, Princeton University)
Fonte: ANSA Scienze
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E' una delle particelle più stravaganti mai previste perché è nello stesso tempo anche la sua antiparticella, ossia il suo opposto nell'antimateria. Vale a dire che è qualcosa che si comporta sia come materia sia come antimateria. L'aveva prevista nel 1937 uno dei 'ragazzi via Panisperna', il fisico Ettore Majorana, e solo a distanza di 80 anni è stata finalmente osservata. Il risultato, pubblicato sulla rivista Science, si deve al gruppo di Stevan Nadj-Perge, dell'università americana di Princeton.

Verso i computer quantistici:
Per i ricercatori la scoperta è un mix di matematica, fisica teorica e ingegneria: gli esperti vedono già nella scoperta di questa particella stravagante, chiamata 'fermione di Majorana', un passo che avvicina i futuri computer quantistici, superveloci e superpotenti. In questi ultimi gli elettroni non rappresentano soltanto i valori uno e zero, come accade nel codice binario con cui funzionano attualmente i computer, ma anche quelli di uno strano stato nel quale sono nello stesso tempo uno e zero. La particella bifronte, chiamata 'fermione di Majorana', potrebbe essere un ottimo candidato per trasportare l'informazione dei computer quantistici.

Fisica 'low cost' e di alto livello:
''E' un risultato fantastico, davvero molto bello'', osserva il fisico Massimo Inguscio, presidente dell'Istituto Nazionale per la Ricerca in Metrologia (Inrim). La caccia al fermione di Majorana risale agli albori della fisica quantistica, quando i fisici si resero conto che le loro equazioni implicavano l'esistenza di una materia 'specchio' rispetto a quella che conosciamo direttamente.

La chiave nelle nanotecnologie:
Mentre per catturare altre particelle celebri, come il bosone di Higgs, sono stati necessari grandi acceleratori, i fisici sono riusciti a ottenere l'immagine ''brillante'' del fermione di Majorana grazie alle nanotecnologie. ''Ci sono aspetti della fisica fondamentale - rileva Inguscio - per studiare i quali non sono più necessari grandi acceleratori: si può andare al nocciolo delle equazioni facendo esperimenti su un banco da laboratorio''. E' quanto ha fatto il gruppo di Princeton, che ha utilizzato catene di atomi di ferro fatte depositare su un superconduttore come il piombo. Per Inguscio ''la novità sperimentale è che gli autori riescono a fare delle misure elettriche con elevatissima risoluzione spaziale, per cui vanno a vedere le proprietà elettriche della catena di atomi nel centro e alle estremità e vedono che solo alle estremità ci sono le 'firme' dei fermioni di Majorana che ci si aspetta''.

giovedì 2 ottobre 2014

Arriva il mantello dell'invisibilità 'low cost'. Genera un'illusione ottica che nasconde gli oggetti (VIDEO)

Il mantello dell'invisibilità low-cost, basato sulla combinazione di quattro lenti (fonte: J. Adam Fenster / University of Rochester)
Fonte: ANSA Scienze
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Arriva il mantello dell'invisibilità 'low cost': più efficace ed economico grazie alla combinazione di quattro lenti comuni che generano una sorta di illusione ottica che nasconde gli oggetti alla vista. Il risultato, pubblicato online sul sito arXiv.org e in via di pubblicazione sulla rivista Optics Express, si deve ai fisici Joseph Choi e John Howell, dell'università americana di Rochester.
Le applicazioni possibili, tra effetti speciali e chirurgia
Tra le possibili applicazioni, le prime potrebbero riguardare il cinema e la medicina: nel primo caso, con una nuova generazione di effetti speciali e nel secondo per facilitare il lavoro dei chirurghi nascondendo le loro mani durante gli interventi. Il mantello dell'invisibilità low cost riesce a nascondere oggetti di grandi dimensioni grazie all'uso di quattro lenti, poste a una distanza regolare fra loro. Lo scopo è deviare la luce, facendola ruotare intorno all'oggetto senza colpirlo. ''E' un'interessante dimostrazione sperimentale'', ha osservato Vito Mocella, dell'Istituto microelettronica e microsistemi del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) a Napoli. Il pregio, ha aggiunto, è che la tecnologia funziona a livello macroscopico e su una larga banda. Tuttavia, sottolinea ''gli autori la definiscono impropriamente 'mantello', ma in questo caso non c'è un materiale che copre un oggetto occultandolo: è più una sorta di illusione ottica, per ottenere, a esempio, effetti speciali''.

Come funziona
Il sistema si basa sull'idea di nascondere gli oggetti con la luce, come stanno tentando di fare tanti altri gruppi di ricerca nel mondo. Tutti questi esperimenti, però, utilizzano materiali speciali capaci di respingere completamente la luce e hanno funzionato solo su oggetti piccolissimi. Seguendo una strada molto diversa, gli autori del mantello dell'invisibilità low cost sono riusciti a superare alcuni di questi limiti ottenendo una tecnologia che funziona nell'intero spettro visibile della luce senza distorcere lo sfondo su cui è posto l'oggetto nascosto. La tecnologia, però, non è ancora perfetta: l'oggetto risulta nascosto solo per pochi gradi (circa 15 gradi) e questo vuol dire che se lo spettatore si sposta riesce comunque a vederlo.

mercoledì 1 ottobre 2014

Un sistema di decontaminazione senza sostanze chimiche per frutta e verdura.

Fonte: Cordis  
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Il progetto SAFEBAG sta sviluppando un sistema di decontaminazione senza sostanze chimiche per la frutta e la verdura fresche, il quale soddisfa la domanda dei consumatori di prodotti sicuri e ricchi di nutrienti con un impatto ambientale minimo.
A livello globale assistiamo a un aumento del numero di focolai di malattie causate dagli alimenti e legate alla frutta e verdura "pronte da mangiare". I trattamenti usati attualmente - come il lavaggio con cloro - spesso lasciano residui chimici e resti di acqua. C'è una crescente richiesta di ridurre la quantità di sostanze chimiche usate nel processo, che è possibile mediante un sistema di decontaminazione efficace e rispettoso dell'ambiente attualmente in fase di sviluppo da parte di SAFEBAG.

Grazie ai finanziamenti del 7° PQ, il team di SAFEBAG sta sviluppando un nuovo sistema di decontaminazione all'interno dell'imballaggio che ci permetterà di ridurre la quantità di sostanze chimiche usate per il lavaggio. Il sistema si basa su un plasma atmosferico freddo, generato dentro il pacchetto sigillato che contiene gli alimenti, il quale produce particelle altamente caricate (radicali liberi) per danneggiare o distruggere i batteri. La ricerca preliminare ha già indicato che questo plasma non termico (un gas ionizzato energetico) nel pacchetto può ridurre significativamente il carico microbico della frutta e della verdura fresche.

SAFEBAG sta attualmente sviluppando questo risultato continuando la ricerca per massimizzare i potenziali benefici di questa tecnologia. Il prototipo a base di plasma pre-competitivo è già stato costruito dal team ed è pronto per essere testato da parte dell'industria in termini di efficacia per la decontaminazione della frutta e della verdura impacchettata fresca.

Adesso che il progetto entra nella fase cruciale di collaudo, la dott.ssa Edurne Gaston Estanga, Group Leader di Food Technologies presso l'IRIS in Spagna e coordinatrice del progetto SAFEBAG, parla con la rivista research*eu risultati degli elementi innovativi della tecnologia e di cosa succederà dopo l'approvazione da parte dell'industria.

Quali sono i principali obiettivi del progetto?

L'obiettivo generale del progetto è sviluppare un prototipo pre-competitivo di un nuovo processo per ridurre il carico microbico nei cibi tagliati e impacchettati, sulla base di una tecnologia di plasma atmosferico freddo. Questo processo assicurerà la sicurezza alimentare ed estenderà la data di scadenza del prodotto senza alterarne la qualità o i profili nutrizionali.

Per raggiungere questo scopo, sono stati fissati cinque obiettivi. In primo luogo, abbiamo deciso di usare un banco di prova per il plasma in scala di laboratorio per ottimizzare i parametri di processo del plasma che portano a una massima efficacia antimicrobica mantenendo allo stesso tempo la qualità e le caratteristiche nutritive del prodotto. Il nostro secondo obiettivo era caratterizzare la scarica fisica del plasma e correlarla all'efficacia antimicrobica per capire meglio il processo. In terzo luogo abbiamo cercato di espandere il processo a livello pre-competitivo e cioè di progettare e costruire un prototipo di unità industriale. I nostri due obiettivi finali erano convalidare le prestazioni del prototipo nell'industria dei prodotti freschi e dimostrare l'applicabilità dell'unità prototipo.

Perché è così importante migliorare le soluzioni di decontaminazione per la verdura?

Il cloro è uno dei disinfettanti più efficaci e il suo uso è diffuso nell'industria dei prodotti freschi. Nonostante i severi standard di igiene e sicurezza durante la lavorazione, i focolai di malattie trasmesse tramite gli alimenti e legate alla frutta e verdura pronte da mangiare esistono a livello globale. Spesso ci troviamo di fronte a nuovi rischi a causa delle mutevoli caratteristiche di microorganismi e dell'ambiente. Aumentare la sicurezza di questi prodotti è di enorme importanza per proteggere i consumatori, specialmente in vista della crescita del consumo di prodotti freschi impacchettati.

Cosa c'è di nuovo o innovativo nell'approccio del progetto verso la decontaminazione?

L'uso del plasma atmosferico freddo per la conservazione dei cibi è un'innovazione in sé stessa e questa tecnologia è stata recentemente aggiunta alla lista delle lavorazioni non-termiche per i cibi. Inoltre, la novità del metodo di SAFEBAG sta nella generazione del plasma all'interno di un pacchetto sigillato che contiene il prodotto, il che facilita il trattamento rapido ed elimina il rischio di contaminazione post-lavorazione. SAFEBAG è una tecnologia di lavaggio asciutta, non-termica e senza sostanze chimiche, compatibile con la produzione in linea e l'imballaggio con MAP, che non lascia residui nocivi nel prodotto trattato.

Come funziona esattamente la decontaminazione al plasma?

Il plasma (conosciuto anche come il quarto stato della materia) è un gas energizzato elettricamente nel quale le molecole che costituiscono il gas si dividono per rilasciare elettroni liberi, radicali, ioni positivi e negativi, quanti di radiazione elettromagnetica, mentre alcune molecole possono rimanere ancora neutre. Ci sono diversi tipi di plasma a seconda delle condizioni nelle quali sono generati. SAFEBAG usa plasma atmosferico freddo (cioè vicino alla temperatura ambiente) con un metodo di scarica a barriera dielettrica. L'imballaggio degli alimenti viene trattato tra due elettrodi ad alto voltaggio. Il processo ad alto voltaggio ionizza il gas all'interno del campo elettrico, compreso il gas contenuto nel pacchetto. È questa miscela di specie attive che ha come risultato l'effetto anti-microbico. Le specie reattive interagiscono con la superficie degli alimenti alterando la struttura cellulare della superficie. Questo porta al rilascio di componenti cellulari, che colpiscono l'integrità della cellula. Può verificarsi anche un danno al DNA a seconda del tipo di batteri. La cosa fondamentale è che il gas torna stabile subito dopo, il che significa che non lascia residui chimici sul prodotto.

Il vostro obiettivo è allungare la data di scadenza mantenendo allo stesso tempo il valore nutrizionale. Come sta andando il progetto a questo riguardo?

Il lavoro in laboratorio ha mostrato risultati promettenti per diversi tipi di frutta e verdura fresca, come gli spinaci, i pomodorini e le fragole, per i quali si è ottenuto un allungamento notevole della data di scadenza e un aumento della ritenzione di parametri qualitativi fondamentali, altri prodotti invece hanno ottenuto risultati meno soddisfacenti (per esempio le verdure a foglia). Data la diversità dei prodotti alimentari che si trovano nell'industria, non c'è un metodo universale per quanto riguarda il trattamento degli alimenti.

Quali sono i prossimi passi del progetto e dopo il suo completamento?

Il prototipo pre-competitivo è stato costruito ed è già pronto per la convalida industriale, che comporta il collaudo della tecnologia per un'ampia gamma di prodotti e condizioni industriali. Le prove di verifica si terranno presso le sedi dei partner del progetto, Nature’s Best in Irlanda and Verdifresh in Spagna. Il controllo della tecnologia in condizioni industriali è fondamentale perché l'adozione della tecnologia abbia successo. Altre fasi del processo saranno aggiunte per realizzare un ulteriore sviluppo e ampliare le raccomandazioni scaturite dalle prove di verifica dell'industria.

Quando prevedete che sarà commercializzato il sistema?

È ancora troppo presto per dirlo. Il sistema ha suscitato un notevole interesse da parte dei produttori di tutto il mondo. Bisogna portare a termine il collaudo del prototipo in condizioni industriali, seguito da una tecnologia di nuova generazione rivolta a condizioni di lavorazione a livello commerciale. Si pensa che questa fase sarà completata in 2-3 anni.

Telefonini carichi più a lungo, si avvicina l'era del grafene. Anche transistor superpotenti e schermi flessibili.

Struttura atomica dell'interfaccia grafene-allumina (fonte: Alessandro Baraldi, università degli Studi di Trieste)
Fonte: ANSA Scienze 
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Non più telefonini da mettere in carica tutte le sere, nè computer surriscaldati, futuri transistor notevolmente più potenti di quelli attuali e monitor sottilissimi e flessibili: tutto questo diventerà possibile alla tecnologia, nata in Italia, che per la prima volta permette di sfruttare in pieno tutte le capacità del grafene.

Descritta sulla rivista Nature Communications, la tecnica si deve al gruppo di Alessandro Baraldi, docente di Fisica della Materia dell'Università di Trieste e responsabile del Laboratorio di Scienze delle Superfici del centro Elettra Sincrotrone Trieste. Allo studio hanno partecipato ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e di Regno Unito, Danimarca e Spagna. "Siamo orgogliosi - osserva Baraldi - di avere aggiunto un nuovo piccolo tassello al complicato puzzle che, quando completo, consentirà di passare dall'era del silicio all'era del grafene".

''Il grafene ha l'eccezionale capacità di trasportare gli elettroni a temperatura ambiente e con essi la corrente elettrica'', spiega Baraldi. Questo però avviene quando il grafene è ''da solo'' e finora non è stato possibile combinarlo con un altro materiale senza danneggiarne la struttura e senza renderlo meno efficiente. Per questo, prosegue, ''nei dispositivi elettronici dove il grafene verrà impiegato sempre più diffusamente, come smartphone, schermi flessibili e celle a combustibile, le sue proprietà vengono irrimediabilmente degradate durante il processo di trasferimento dalle superfici dei metalli sui quali viene cresciuto alle superfici dei materiali ai quali deve essere abbinato''.

La tecnica messa a punto Trieste riesce a risolvere il problema: ''Abbiamo cresciuto il grafene sulla superficie di una lega di nickel-alluminio'', spiega Luca Omiciuolo, primo autore della pubblicazione e studente del dottorato in Nanotecnologie dell'Università di Trieste. ''Successivamente - aggiunge - abbiamo ossidato in modo selettivo gli atomi di alluminio posti al di sotto del grafene fino a formare uno strato dello spessore di circa 2 milionesimi di millimetro (nanometri) di ossido di alluminio, in modo così efficace da ripristinare le proprietà elettroniche che rendono unico il grafene nel suo stato isolato''. In questo modo si è ottenuto un ''grafene di altissima qualità'' che ''poggia su uno strato sottilissimo di ossido e questo costituisce la combinazione ideale per l'uso nei dispositivi elettronici".

giovedì 19 giugno 2014

È italiana la misura più precisa della costante gravitazionale.

Esperimento Magia: atomi intrappolati nella camera ad alto vuoto tramite la radiazione laser e usati per le misure gravimetriche (fonte: Infn)
Fonte: ANSA Scienze 
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E' italiana la misura più precisa della costante gravitazionale: quello descritto sulla rivista Nature è il tentativo più preciso di calcolare l'intensità della forza di gravità, dei circa 300 fatti dalla fine del '700 ad oggi. Il risultato, che riguarda uno dei cinque valori fondamentali dell'universo, si deve alla tecnica messa a punto dal gruppo di Guglielmo Tino, della sezione di Firenze dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e dell'università di Firenze.

Chiamata 'Magia', la tecnica 'avvicina' la gravità al mondo della meccanica quantistica, determinando con precisione il valore della meno 'conosciuta' delle costanti fondamentali della fisica. La costante G rappresenta uno dei più importanti 'numeri' in tutto il campo della fisica. E' infatti il valore che determina - ovunque nell'Universo - l'intensità dalla forza di gravità, il 'motore' che dà forma a galassie, stelle e pianeti. ''A differenza delle altre costanti però – spiega Guglielmo Tino, responsabile dello studio – sappiamo definirla in modo molto scarso. Un vero smacco per i fisici''. Ciò è dovuto principalmente alla 'debolezza' della gravità: questa è infatti la meno 'forte' delle forze note e sin dal primo esperimento, realizzato nel 1798 per misurare il valore di G, molti altri scienziati hanno ottenuto risultati poco precisi e spesso in contrasto tra loro.

Grazie all'esperimento Magia, i ricercatori italiani hanno ideato un metodo completamente nuovo che si avvale delle proprietà quantistiche della materia. L'esperimento consiste nella misura della 'deviazione' subita da un gruppo di atomi di rubidio, rallentati con dei laser, da una grossa massa di tungsteno posta a pochi centimetri dalla loro traiettoria. ''Il risultato ottenuto nella misura di G – prosegue Tino – ha una duplice importanza. In prima battuta dimostriamo la correttezza di un metodo nuovo che potrà essere migliorato ulteriormente anche da altri gruppi di ricerca. Secondo aspetto importante è che abbiamo usato una 'sonda quantistica' per misurare la gravità. Si tratta di due mondi considerati 'separati' e che in qualche modo abbiamo 'riavvicinato'''. Legge di gravità e meccanica quantistica fanno riferimento infatti a mondi 'diversi', quello macroscopico e quello dell'infinitamente piccolo, che appaiono enigmaticamente seguire logiche diverse.

lunedì 9 dicembre 2013

"PENSIERI. Confessioni di una mente in libertà" (2013); eBook, pp.127,costo: 5 €.

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Attenzione: L'ebook non viene spedito automaticamente, bensì entro 24 ore a partire dal momento in cui viene effettuato l'acquisto tramite Paypal.
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Tra le pagine di questa breve ma essenziale raccolta di riflessioni personali ad alto “potenziale soggettivo” (atte a svelare il “lato umano” dell’autore; come egli stesso dichiara nella prefazione del presente volume), Intilla ha inserito anche alcuni articoli ed interviste, che non ebbe mai modo di inserire nei suoi precedenti libri, poiché difficilmente collocabili all’interno di determinate linee argomentative. L’autore, lungi dalla presunzione di voler impartire qualche “lezione di vita” ai lettori più “esigenti”, affida questi suoi pensieri a tutti coloro che vorranno aprire le proprie menti verso una migliore conoscenza di sé stessi e del mondo in cui viviamo, non attraverso le sue idee e considerazioni personali, ma attraverso ciò che essi stessi saranno in grado di cogliere ed elaborare con il proprio intelletto e le proprie capacità associative, tra gli innumerevoli spunti di riflessione presenti in quest’opera.  Il testo è piuttosto scorrevole e non richiede particolari conoscenze tecnico-scientifiche nel campo della fisica o della chimica (prerogativa invece essenziale per tutti gli altri libri finora pubblicati dallo stesso autore).
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Prefazione integrale