Notizie e curiosità in ambito scientifico. Un blog di Fausto Intilla (teorico, aforista, inventore e divulgatore scientifico).
sabato 24 ottobre 2020
Il cuore dell'evoluzione? Condivisione e altruismo.
Aenigmachanna gollum: il mostruoso pesce con testa di serpente scoperto in India.
Si tratta di un’antichissima famiglia di pesci che ha raggiunto l’India con la separazione del subcontinente indiano dal supercontinente Gondwana.
Bioplastica tossica come la normale plastica? Lo suggerisce un nuovo studio.
Approfondimenti
- Are bioplastics and plant-based materials safer than conventional plastics? In vitro toxicity and chemical composition – ScienceDirect (IA) (DOI: 10.1016/j.envint.2020.106066)
venerdì 23 ottobre 2020
Perché alcune persone hanno un’arteria in più nel braccio?
Riferimenti: Journal of Anatomy
Materiali bidimensionali: nuova sostanza “magica” per controllare bordi spessi solo un atomo.
“Questo metodo apre possibilità nuove e senza precedenti per i materiali di van der Waals (materiali 2D stratificati). Ora possiamo combinare la fisica dei bordi con la fisica 2D in un unico materiale. Si tratta di uno sviluppo estremamente affascinante”, spiega Timur Shegai, un professore associato di fisica alla Chalmers nonché uno dei responsabili del progetto di studio.
Ora i ricercatori hanno creato anche una start-up per offrire più facilmente questa nuova tecnologia ai laboratori e alle aziende high-tech ma intendono sviluppare e migliorare ancora di più questo metodo per rendere i bordi di questi metamateriali ancora più nitidi e ancora più facilmente modificabili.
Approfondimenti
- Transition metal dichalcogenide metamaterials with atomic precision | Nature Communications (IA) (DOI: 10.1038/s41467-020-18428-2 )
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giovedì 22 ottobre 2020
Realizzate le prime sinapsi artificiali che funzionano come quelle naturali.
Sono capaci di simulare il comportamento di quelle naturali. Si tratta delle prime sinapsi artificiali, appena messe a punto dai ricercatori del laboratorio di Tissue Electronics dell’Istituto italiano di tecnologia, in collaborazione con l’università di Eindhoven e l’università di Stanford. Nel loro studio, appena pubblicato su Nature Materials, i ricercatori sono riusciti a dimostrare come questo primo modello di sinapsi artificiale bioibrida, ovvero composta da un’interfaccia biologica e una piattaforma elettronica, è capace di simulare il comportamento delle connessioni nervose, interagendo con le cellule.
Ricordiamo che, nel sistema nervoso, le sinapsi sono punti di connessione, ovvero hanno il compito di mettere in comunicazione il neurone presinaptico con quello postsinaptico, in modo tale da rendere possibile la trasmissione degli impulsi elettrochimici che compongono il segnale nervoso. Per realizzare le sinapsi artificiali, i ricercatori hanno scelto specifiche cellule di ratto in grado di assumere un comportamento simile a quello dei neuroni presinaptici, ossia quello di emettere il neurotrasmettitore dopamina. Le sinapsi, inoltre, sono caratterizzate dalla cosiddetta plasticità cerebrale, ossia sono in grado di adattarsi in base a cambiamenti dell’ambiente interno e esterno e di mantenere memoria di queste modifiche. Per simulare il neurone postsinaptico, quindi, il team ha realizzato un chip neuromorfico organico capace di conservare, in seguito a una stimolazione elettrica, una sorta di memoria, in un processo simili a quello dell’apprendimento.
Analizzando le variazioni dell’attività elettrica, i ricercatori hanno osservato che il chip riesce a individuare la dopamina rilasciata dalle cellule (quelle che mimano il neurone presinaptico), e di conservare nel tempo lo stato di eccitamento alterato (chiamato appunto effetto memoria), dimostrando di essere riusciti a creare in laboratorio la plasticità sinaptica. “Ѐ la prima volta che un dispositivo elettronico neuromorfico viene direttamente interfacciato con un sistema cellulare per ottenere una piattaforma in grado di riprodurre la plasticità sinaptica a breve e a lungo termine”, spiega Francesca Santoro, coordinatrice del Tissue Electronics dell’Iit. “Prima di questo studio erano stati realizzati sistemi capaci di ricevere stimoli, ma non in grado di eccitarsi e mantenere l’eccitamento a loro volta”.
I risultati del nuovo studio suggeriscono che la dinamica della connessione offerta dalle sinapsi artificiali è molto vicina a quella che avviene naturalmente tra due neuroni e forniscono, perciò, le basi e le informazioni utili per lo sviluppo di terapie e dispositivi medici sia nell’ambito delle malattie neurodegenerative, in cui si verifica la perdita di connessione tra neuroni, sia nel caso di amputazioni. Questi dispositivi, infatti, potrebbero ripristinare o sostituire le connessioni neuronali danneggiate oppure, per le amputazioni, fare da ponte tra le terminazioni nervose biologiche preservate e i circuiti delle protesi artificiali robotiche.
Scoperta per caso nuova coppia di ghiandole salivari nella testa umana.
Inizialmente i ricercatori dei Paesi Bassi non sono partiti cercando uno nuovo organo, men che meno un nuovo paio di ghiandole, e quindi sono rimasti loro per primi sorpresi quando hanno scoperto una nuova coppia di sottili ghiandole salivari lunghe circa 5 cm tutt’intorno ai “tubicini” che collegano le orecchie alla gola dopo aver cominciato a sezionare due cadaveri.
Questa nuova coppia, la quarta, è ben nascosta e molto poco accessibile e quindi il fatto che non sia stata mai scoperta potrebbe essere giustificabile.
Le ghiandole salivari svolgono un ruolo molto importante all’interno del corpo perché producono saliva (complessivamente ne producono più di un litro al giorno in un individuo sano). La stessa saliva serve in primis per lubrificare la bocca ma ha un ruolo importante anche per quanto riguarda l’emissione della voce e la deglutizione. Inoltre vanta anche dei rudimentali poteri curativi (può contrastare i microbi cattivi sulle ferite, per esempio).
Approfondimenti
- Doctors May Have Found Secretive New Organs in the Center of Your Head – The New York Times (IA)
- The tubarial salivary glands: A potential new organ at risk for radiotherapy – Radiotherapy and Oncology (IA) (DOI: 10.1016/j.radonc.2020.09.034)
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