giovedì 21 ottobre 2021

Uscire dagli schemi per essere felici

 

di Ornella Aprile
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Ho letto più volte la celebre frase di Einstein "Non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che l'ha generato." Queste parole di disarmante semplicità e logica ineccepibile ci portano a riflettere su quanto sia opportuno imparare ad uscire dagli schemi e superare la paura del cambiamento, che non si percepisce come opportunità di crescita ma come situazione pericolosa. È difficile lasciare la propria confort zone perché non se avverte la reale potenzialità negativa e limitante ma se ne coglie l'aspetto esteriore tranquillizzante di stabilità che nasconde però la stagnazione della coscienza. Già nel secolo scorso il celebre pensatore armeno Gurdjieff aveva ripetuto continuamente che l'uomo vive nella meccanicità, cioè nella più totale mancanza di consapevolezza e nella negazione di ogni sforzo di autoriflessione ed auto-osservazione. Ciò determina un comportamento umano simile a quello di una macchina in cui, schiacciando un bottone si ottiene un risultato programmato e quindi assolutamente prevedibile. Ovviamente, soprattutto a livello pubblicitario, si può approfittare di questa condizione di prevedibilità richiamando la nostra attenzione tramite codici fortemente seduttivi, spesso ricorrendo a messaggi visivi di carattere sessuale. L'essere umano mette in atto una serie di automatismi che non sente come tali ma che ne limitano la creatività e la spontaneità. Quando si impara a guidare un'auto è necessario pensare a quali azioni si debbano compiere ma dopo aver appreso le tecniche si compiono azioni assolutamente automatiche che però non si identificano con la qualità del risultato. Un eccellente pianista infatti non suona pensando a come gestire opportunamente i movimenti delle sue mani sulla tastiera ma esprime un ottimo livello di creatività e di capacità di differenziare i suoni esprimendo il suo gusto personale piuttosto che solo la sua competenza tecnica. 

Se vogliamo risolvere problemi o più semplicemente liberarci da comportamenti automatici ripetitivi, che nel tempo possono causare disagi soprattutto a livello psicologico, dobbiamo uscire dagli schemi, ignorare la paura dell'ignoto e sentire il desiderio di percorrere nuove strade che ci permettano di sperimentare nuove esperienze. Prima di tutto è importante vivere nel presente, l'unico tempo dell'universo, evitare di focalizzarci sul passato e soprattutto su ricordi di esperienze traumatiche che puntualmente proiettiamo nel futuro realizzando inconsapevolmente previsioni auto-sabotanti che in moltissimi casi si realizzano. Bisogna accogliere senza giudizio le novità che si presentano, provare interesse per persone o circostanze sconosciute, evitare ogni comportamento suscitato da pigrizia soprattutto mentale, allenare il coraggio affrontando tutto ciò che temiamo, in sintesi fare il contrario di ciò che ripetiamo da anni. Seguendo la linea della novità riusciremo a diventare flessibili, quindi abbandoneremo la rigidità che diventa paralizzante e riusciremo ad allontanare tutte le convinzioni limitanti di solito stratificatesi a livello inconscio dai primi anni di vita, ascoltando e facendo nostri i pensieri delle persone che ci sono vicine, i suggerimenti degli insegnanti o più semplicemente pensieri comuni che accettiamo passivamente. Non dobbiamo mai dimenticare che la quercia stabile e robusta può essere sradicata da un vento impetuoso che invece fa flettere il debole giunco senza riuscire a spezzarlo. 

Spesso commettiamo l'errore di pensare alla nostra mente come ad un contenitore in cui sono raccolte tutte le istruzioni di comportamento depositate nella memoria nel tempo e condizionate dal contesto in cui viviamo. Con questa convinzione ci sentiamo capaci di reagire nel modo opportuno di fronte ad un qualsiasi evento. Attiviamo così una specie di pilota automatico e, quando dobbiamo affrontare un problema, non ci fermiamo a ragionare ma cerchiamo la soluzione tra quelle che abbiamo già sperimentato, non analizzando i dettagli e la peculiarità della situazione. Anticipiamo gli esiti impedendo alla mente possibilità di evoluzione e crescita. Oltretutto finiamo col convincerci che la realtà non si può cambiare e deve essere accettata senza alcun tentativo di migliorarla. Il nostro sforzo deve invece essere rivolto al superamento dell'abitudine, all'ampliamento delle nostre possibilità di soluzione dei problemi per evitare di formulare teorie catastrofiche che sentiamo sul punto di avverarsi perché pensiamo di essere sfortunati o incapaci. Questi comportamenti causano un malessere fisico e psicologico e noi avveriamo frustrazione e debolezza. 

Per liberarci da tali condizionamenti depotenzianti l'unica strategia opportuna e verificata consiste nel cambiare le nostre convinzioni, comportarci da persone realizzate e soddisfatte di se stesse, sicure di poter cogliere tutte le opportunità che ogni giorno si presentano ad ognuno di noi, eliminare il giudizio, soprattutto verso noi stessi, amarci e rispettarci pur accettando i difetti comuni a tutti gli esseri umani e, soprattutto sentire una profonda gratitudine per il dono della vita che abbiamo ricevuto. Il benessere si raggiunge quindi esprimendo la libertà della nostra coscienza, non lasciandoci soggiogare da pensieri negativi spesso ossessivi e quindi cambiando la mentalità che ha causato i nostri problemi. Abbandonare gli schemi può provocare disorientamento, crollo delle proprie certezze e paura ma, se si agisce in piena consapevolezza, si può apprezzare un modus vivendi assolutamente più interessante e spontaneo, si impara a dimostrare la migliore versione di se stessi, si avverte un potenziamento della propria autostima e il desiderio di scegliere in autonomia ed assoluta libertà.

Ornella Aprile, 21.10.2021

sabato 31 ottobre 2020

Sars-Cov-2: virus apparentemente più aggressivo nelle sue nuove varianti.

 

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Sono cinque le varianti del nuovo coronavirus identificate in Italia. Per definirle mutazioni vere e proprie servono più dati statistici, ma al momento si può dire che non solo il virus non è affatto meno aggressivo di quanto lo fosse all'inizio dell'anno, ma che grazie alle nuove varianti riesce a replicarsi in modo più efficace. E' quanto emerge dai dati finora a disposizione della Task force coronavirus attiva presso il centro di biotecnologie avanzate Ceinge di Napoli, finanziato dalla Regione Campania.

"Dai dati finora a nostra disposizione, basati su 246 genomi sequenziati da pazienti con Covid-19, emerge che esistono cinque varianti di virus", ha detto all'ANSA il genetista Massimo Zollo, dell'Università Federico II di Napoli, responsabile scientifico della task force Covid attiva presso il centro di biotecnologie avanzate Ceinge e finanziata dalla Regione Campania.

"Sappiamo che le varianti, identificate con le sigle 19A, 19B, 20A, 20B e 20C, sono presenti in tutta Italia, ma adesso si tratta di capire quale sia la loro incidenza nelle regioni". Dopo il lockdown, le più frequenti risultano essere 20A e 20 B. Molte sequenze sono state finora prodotte in Lombardia, ed è emerso che in Campania le varianti 20A e 20B sono presenti nella stessa quantità . Stanno arrivando dati anche da Abruzzo, Lazio e Puglia, ma per capire se le cinque varianti stanno circolando in tutta Italia c'è ancora molto lavoro da fare: "Dobbiamo continuare a tipizzare il virus in tutto il Paese, per capire se ci sono realtà particolari a livello regionale, oppure se è una tendenza che sta avvenendo in tutta Italia", ha detto Zollo. Questo trend è presente anche in Europa, in Paesi quali Spagna, Germania, e Regno Unito, con prevalenza di alcune varianti verso altre.

Di sicuro, ha osservato l'esperto, "il virus SarsCoV2 è cattivo come lo era nel marzo scorso, e le nuove varianti sembrerebbero renderlo ancora più aggressivo. Sono mutazioni distribuite in tutto il genoma, ma al momento si nota che le mutazioni non incidono nell'interazione fra la proteina Spike e il recettore Ace", ossia fra la proteina che e' il principale grimaldello con cui il virus riesce a penetrare nelle cellule e il recettore che costituisce la serratura molecolare utilizzata dalla proteina.

"Quello che al momento è possibile dire -, secondo Zollo -, è che da un punto di vista statistico, più aumenta il numero delle persone con l'infezione, più sono probabili nuove mutazioni: al momento è solo una probabilità statistica".

Si stanno osservando intanto anche altre mutazioni, come quella del gene Orf 3A, che regola la risposta infiammatoria nelle cellule, e quelle dei geni Nsp2 e Nsp6 (proteine non strutturali del virus) in Orf1a: la prima favorisce il metabolismo cellulare con la funzionalità del virus nelle cellule; la seconda favorisce la formazione delle vescicole che il virus utilizza per replicarsi.

"Tutto questo però non è sufficiente per dire che il virus SarsCoV2 è mutato", ha detto Zollo. "Al momento vediamo differenze tra le sequenze del virus in 5 isotipi, ma per arrivare a delle conclusioni è indispensabile avere più sequenze. Fino ad allora - ha concluso - non si può escludere che possano essere solo delle varianti, magari frutto di importazioni da altri Paesi".

giovedì 29 ottobre 2020

Il nostro genoma a portata di mano su smartphone entro il 2030.

 

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Entro il 2030 potremo avere il nostro genoma a portata di mano sullo smartphone, insieme a tutte le informazioni utili per interpretarlo in relazione alla nostra salute: è questa la più affascinante delle dieci 'previsioni ardite' che gli esperti dell'Istituto americano per la ricerca sul genoma umano (Nhgri) fanno su Nature, nel documento con cui delineano la nuova visione strategica dell'ente e le priorità che guideranno la ricerca nel campo della genomica nel prossimo decennio.

L'annuncio arriva a 30 anni dal lancio del grande progetto sul genoma umano, che nel 2003 ha portato alla mappatura completa del nostro Dna. Da allora la ricerca in questo settore ha fatto passi da gigante, rivoluzionando il campo biomedico. Una grande spinta è arrivata dall'evoluzione tecnologica e dall'abbattimento dei costi del sequenziamento del Dna, che ha portato questa tecnica alla portata di molti laboratori dando impulso alla ricerca su cancro, virus e batteri, malattie genetiche e tanto altro.

"Molti dei traguardi più importanti raggiunti dalla genomica, se visti in retrospettiva, erano inimmaginabili appena dieci anni prima", sottolineano gli esperti statunitensi. Partendo da questa considerazione, nel loro nuovo piano strategico provano a ipotizzare dieci traguardi ambiziosi che potrebbero essere raggiunti entro il 2030: tra questi, la possibilità di conoscere la funzione biologica di ogni gene del nostro Dna e quella di eseguire i test genetici di routine, proprio come gli esami del sangue che oggi si possono fare in ospedale e nei laboratori d'analisi sotto casa.

martedì 27 ottobre 2020

Costruita la prima lingua sintetica: Permette di sperimentare le proprietà di nuovi cibi e farmaci.

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Costruita la prima lingua sintetica. Stampata in 3D, diventa un laboratorio che permette di sperimentare le proprietà di nuovi cibi e farmaci. Il risultato è pubblicato sulla rivista ACS Applied Materials & Interfaces e si deve al gruppo dell'università britannica di Leeds. guidato da Efren Andablo-Reyes.

Per il primo autore della ricerca, Anwesha Sarkar, dell'università di Leeds, "mappare e replicare accuratamente la superficie della lingua e costruirla con un materiale che si avvicina all'elasticità della lingua umana non è stato un compito da poco. Abbiamo dimostrato la capacità senza precedenti di una superficie in silicone stampata in 3D di imitare le prestazioni meccaniche della lingua umana".

I ricercatori hanno utilizzato la stampa 3D per riprodurre, in un disco di silicone, la superficie molto complessa della lingua umana. Hanno ottenuto così una struttura che imita bene le caratteristiche della lingua, a partire dall'elasticità, e che sono fondamentali per riprodurre con precisione il modo in cui il cibo e la saliva interagiscono con la lingua, che a sua volta può influenzare la deglutizione, la parola, l'apporto nutrizionale.

La complessità della superficie della lingua aveva finora reso davvero una sfida alla possibilità di ottenere una versione sintetica di quest'organo. L'obiettivo sarebbe stato ottenere una sorta di laboratorio per sperimentare terapie, come quella per la sindrome della bocca secca, un disturbo che interessa il 10% della popolazione generale e il 30% degli anziani.

Un compito difficile, ha osservato Andablo-Reyes, perchè "riprodurre la superficie della lingua umana comporta sfide uniche: centinaia di piccole strutture simili a boccioli, le papille, conferiscono alla lingua la sua caratteristica consistenza ruvida che, in combinazione con la natura morbida del tessuto, crea una struttura complicata da una prospettiva meccanica".

Per replicare le caratteristiche della lingua umana, i ricercatori hanno preso le impronte della superficie della lingua da quindici adulti. Successivamente le impronte sono state scansionate in 3D per ottenere le dimensioni delle papille, e per ottenere una mappa della densità e rugosità media della lingua. Grazie a questi dati è stato ottenuto il modello utilizzato per programmare la stampa 3D.

lunedì 26 ottobre 2020

Svelata la cronologia della prima evoluzione eucariotica.

 

Fonte: Phys.org
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Analizzando duplicati di migliaia di geni, i ricercatori hanno ricostruito gli eventi evolutivi che hanno portato alla creazione di cellule eucariotiche, i precursori di praticamente tutta la vita che è possibile vedere ad occhio nudo. La sequenza temporale evolutiva dalle cellule batteriche semplici alle cellule eucariotiche complesse è progredita in modo diverso, rispetto a quanto si pensava in precedenza. Lo studio, una collaborazione tra il laboratorio di genomica comparativa dell'IRB di Barcellona e l'Università di Utrecht, è stato pubblicato su Nature Ecology & Evolution .
Uno degli eventi più importanti e sconcertanti nell'evoluzione della vita è stata l'origine delle prime  Quasi tutte le forme di vita che possiamo percepire ad occhio nudo, come alghe, piante, animali e funghi, sono costituite da cellule complesse note come 'eucarioti ". Uno studio collaborativo tra i gruppi di Toni Gabaldón, ricercatore presso l'Istituto di ricerca in Biomedicina di Barcellona (IRB Barcelona) e il Barcelona Supercomputing Center (BSC-CNS), e Berend Snel presso l'Università di Utrecht, ha concluso che la prima cellula a incorporare un mitocondrio (considerato il passo chiave per la maggiore complessità delle cellule eucariotiche),presenta già complessità simili all'eucariota nella struttura e nelle funzioni. Questo scenario funge da ponte tra i segni di complessità osservati in alcuni genomi archeologici e il ruolo proposto dei mitocondri nell'innesco dell'eucariogenesi.

"L'acquisizione dei mitocondri è stata considerata il primo passo cruciale o l'ultimo passo nello sviluppo della complessità delle cellule eucariotiche", spiega Gabaldón. "I nostri risultati mostrano che è stato davvero un evento cruciale, ma che è accaduto in uno scenario in cui la complessità delle cellule era già aumentata".

Per circa la prima metà della storia della vita sulla Terra, le uniche forme di vita erano le cellule relativamente semplici dei batteri. "Le cellule eucariotiche sono più grandi, contengono più DNA e sono costituite da compartimenti, ciascuno con il proprio compito", spiega il primo autore Julian Vosseberg. "In questo senso, è possibile paragonare le cellule batteriche ad una tenda, mentre le cellule eucariotiche sono più simili a case con diverse stanze".

Come e quando gli organismi hanno scambiato la tenda per una casa è ancora un mistero, poiché non esistono forme intermedie. Un momento importante nell'evoluzione fu l'origine dei mitocondri, un componente delle cellule eucariotiche che funzionano come le loro 'centrali elettriche' ". I mitocondri in un passato assai remoto erano dei batteri che vivevano liberamente, ma nel corso dell'evoluzione, sono stati assorbiti dagli antenati delle cellule eucariotiche odierne. La replicazione genetica ha probabilmente guidato l'aumento della complessità cellulare e i ricercatori hanno tentato di ricostruire gli eventi evolutivi sulla base di questi cambiamenti genetici. 

"Possiamo usare il DNA delle specie contemporanee per ricostruire eventi evolutivi. I nostri geni si sono formati nel corso di eoni di evoluzione. Sono cambiati radicalmente in quel periodo, ma conservano ancora echi di un lontano passato". Vosseberg aggiunge: "Abbiamo una grande quantità di materiale genetico disponibile, da una varietà di organismi, e possiamo usare i computer per ricostruire l'evoluzione di migliaia di geni, comprese le antiche duplicazioni di molti geni. Queste ricostruzioni ci hanno permesso di scoprire i tempi di importanti passaggi intermedi. "

L'autore co-corrispondente, Berend Snel, dell'Università di Utrecht, dice: "Gli scienziati non avevano una sequenza temporale di questi eventi. Ma ora siamo riusciti a ricostruire una sequenza temporale approssimativa". Per raggiungere questo obiettivo, i ricercatori hanno adattato un metodo esistente sviluppato nel laboratorio di Gabaldon per creare un nuovo protocollo, che ha portato a nuove intuizioni. Queste indicano che molti complessi meccanismi cellulari si erano evoluti anche prima della simbiosi con i mitocondri, compreso lo sviluppo del trasporto all'interno della cellula e del citoscheletro. "La simbiosi non era un evento che serviva da catalizzatore per tutto il resto. Abbiamo osservato un picco nelle duplicazioni geniche molto lontano nel tempo; il quale indica che la complessità cellulare era già aumentata prima di quel momento", dice Snel.

"Il nostro studio suggerisce che l'ospite ancestrale che ha acquisito l'endosimbionte[1] mitocondriale aveva già sviluppato una certa complessità in termini di citoscheletro dinamico e traffico di membrana", dice Gabaldón. "Questo potrebbe aver favorito la creazione di associazioni simbiotiche con altri microrganismi, compreso l'antenato mitocondriale, che alla fine si è integrato".

Note: 

[1] L'endosimbiosi (dal greco: ἔνδον = dentro; συν = insieme; βιος = vita) è una particolare forma di simbiosi nella quale un organismo (di solito unicellulare) vive all'interno di un altro organismo, con le caratteristiche di mutuo beneficio che distinguono la simbiosi dal parassitismo e dal commensalismo. (Fonte: Wikipedia)

Una "Stele di Rosetta genomica", per scoprire le regole della regolazione genica.

 

Fonte: Phys.org
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Già nel 1975, i biologi scoprirono che le parti che codificano le proteine ​​dello scimpanzé e dei genomi umani sono identiche per oltre il 99%. Tuttavia, gli scimpanzé e gli esseri umani sono chiaramente diversi in modo significativo. Perché?

La risposta sta nel fatto che il modo in cui viene utilizzato il DNA è importante quanto ciò che dice. Cioè, i geni che compongono un  non vengono sempre utilizzati; possono essere attivati ​​o disattivati ​​​​nel tempo e interagiscono tra loro in modi complessi. Alcuni geni codificano istruzioni per produrre proteine ​​specifiche e altri codificano informazioni sulla regolazione di altri geni.

Ora, i ricercatori del laboratorio di Rob Phillips, ovvero, i professori di biologia e biofisica, Fred e Nancy Morris, hanno sviluppato un nuovo strumento per determinare come sono regolati i vari geni del comune batterio Escherichia coli. Sebbene l'E. Coli sia stato utilizzato come  in biologia e bioingegneria per decenni, i ricercatori comprendono il comportamento regolatorio di solo il 35% circa dei suoi geni. Il nuovo metodo del laboratorio Phillips, fa luce su come quasi 100 geni precedentemente non caratterizzati, siano regolati e pone le basi per studiarne molti altri. Un documento che descrive la nuova tecnica è recentemente apparso sulla rivista eLife .

Immaginiamo di poter leggere l'alfabeto e la punteggiatura di una nuova lingua, ma di non riuscire a capire cosa significano le singole parole o nessuna delle regole grammaticali. Potresti leggere un libro e riconoscere ogni lettera che leggi senza avere alcuna comprensione di ciò che descrive una frase o un paragrafo. Ciò è analogo alla sfida affrontata dai biologi nell'era genomica moderna: il sequenziamento del genoma di un organismo è ora rapido e semplice, ma in realtà capire come ogni gene è regolato è molto più difficile. La comprensione della regolazione genica è la chiave per comprendere la salute e la malattia ed è importante se un giorno dobbiamo riutilizzare le cellule in modo che possano fare le cose per le quali le abbiamo progettate.

"Abbiamo sviluppato uno strumento generale che i ricercatori potrebbero utilizzare su quasi tutti gli organismi microbici", afferma Rob Phillips. "Il nostro sogno è che qualcuno come Victoria Orphan [James Irvine Professor of Environmental Science and Geobiology] possa scendere sul fondo dell'oceano e tornare con un batterio mai visto prima, e noi potremmo usare il nostro strumento su di esso per determinare non solo la sequenza del suo genoma ma soprattutto come è regolato ".

Nel nuovo metodo, i ricercatori apportano perturbazioni sistematiche al genoma e vedono cosa succede. In sostanza, l'equivalente di errori tipografici viene fatto nel genoma e si osserva l'impatto di tali errori di battitura sulla funzione cellulare. Ad esempio, se sostituisci la lettera "k" nella parola "walk" con la lettera "x" per cambiarla in "walx", l'intento della parola originale è ancora abbastanza chiaro. Questo non è il caso se si scambia la lettera "w" con una "t" per produrre "talk". Ciò suggerisce che la  "w" trasporta importanti informazioni sul significato della parola originale. Allo stesso modo, apportare modifiche a un genoma utilizzando l'alfabeto del DNA consente ai ricercatori di capire quali lettere sono più importanti per il "significato" corretto.

Per convalidare il loro metodo, Phillips e colleghi hanno prima esaminato 20 particolari geni di E. coli che i ricercatori sapevano già come attivare e disattivare (il loro metodo ha caratterizzato correttamente questi 20 geni). Successivamente, il team è passato ad altri 80  meno conosciuti per capire anche come funzionano. Per ora, il metodo è stato utilizzato solo su  , ma alla fine Phillips prevede di poter esaminare anche le cellule eucariotiche (come le cellule umane), che sono più complesse, con una versione modificata del metodo.