mercoledì 29 ottobre 2008

Linea sottile tra amore e odio? La scienza sa perché


di Michael Kahn

LONDRA (Reuters) - Sembra sempre che amore e odio siano separati da una linea sottile, e adesso gli scienziati pensano di sapere il perché.
Facendo una scansione del cervello di individui mentre si mostravano loro immagini di persone che odiavano, è emerso che viene attivato uno schema cerebrale coinvolto in parte anche nell'area attivata dall'amore romantico, hanno riferito oggi Semir Zeki e John Paul Romaya dell'University College di Londra.
"Questa connessione potrebbe spiegare perché amore e odio sono così strettamente collegati l'uno all'altro", hanno scritto i ricercatori sul giornale PLos One.
"I nostri risultati dimostrano che c'è un unico schema di attività nel cervello nel contesto dell'odio".
Nel loro studio, i ricercatori hanno mostrato a 17 uomini e donne delle foto di qualcuno che i volontari avevano detto di odiare e tre foto di visi familiari e neutrali. Gli individui odiati erano tutti ex amanti o rivali sul lavoro, a parte nel caso di un famoso politico.
Le scansioni del cervello hanno identificato un "circuito dell'odio" e che si attivava in diverse zone cerebrali quando i volontari vedevano persone che detestavano.
"Per quanto siamo riusciti a dimostrare, questo circuito è esclusivo del sentimento dell'odio, anche se alcuni punti al suo interno si sono attivati anche in altre condizioni collegate all'odio", hanno scritto i ricercatori.
Il cosiddetto circuito dell'odio include strutture nella corteccia e nella sub-corteccia cerebrale e rappresenta uno schema distinto da emozioni come paura e pericolo, ha detto Zeki in un'intervista telefonica.
Una parte del cervello che si è attivata era un'area considerata critica nella previsione delle azioni degli altri, che è la probabile molla che scatta quando ci si confronta con una persona che si detesta, hanno detto i ricercatori.
L'attività cerebrale si è svolta anche nel putamen e nell'insula, due aree che si attivavano quando le persone vedevano visi di persone amate.
Gli scienziati hanno collegato queste regioni alle azioni aggressive e alle situazioni stressanti, ha detto Zeki. Ma ci sono anche importanti differenze. Con l'amore si disattiva una parte maggiore della corteccia cerebrale -- un'area adibita al giudizio e al ragionamento -- rispetto a quanto succede con l'odio.
Entrambe le emozioni sono passioni molto forti, ma mentre in amore le persone sono spesso meno critiche nei confronti del loro partner, quando hanno a che fare con un rivale odiato hanno bisogno di mantenere la concentrazione, dicono i ricercatori.
"E' più probabile che in un contesto di odio, la persona voglia ragionare e calcolare le mosse per fare del male", ha detto Zeki in un discorso.

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