sabato 20 giugno 2009

Dal MIT il cemento che dura 16 mila anni.

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Ultradenso, super resistente e dalla durata quasi illimitata: è la scoperta degli ingegneri del Mit.
Ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (Mit) stanno lavorando a un nuovo tipo di cemento, dalla grande resistenza e ultradenso, capace di durare per 16mila anni. Una squadra di ingegneri del Mit, capeggiata da Franz-Josef Ulm, ha compreso che aumentando la densità del cemento è possibile prevenire il suo deterioramento, causato – hanno scoperto i ricercatori – da una riorganizzazione a livello nanometrico delle particelle che lo compongono.
Il segreto della durata illimitata
Quando le particelle di C-S-H (silicati di calcio idrati) che costituiscono la pasta di cemento si riorganizzano, si determinano pacchetti di densità diversa all'interno del cemento, ossia una deformazione viscosa del materiale e il suo deterioramento. I ricercatori del Mit hanno scoperto che mescolando altri minerali ai C-S-H (ad esempio le particelle provenienti dai fumi della lavorazione dell'alluminio) si formano ulteriori nanoparticelle che aumentano dell'87% la densità dei microgranuli, rallentando i movimenti interni al cemento e quindi il suo deterioramento.
“Fino ad ora, non siamo stati capaci di costruire su larga scala strutture in calcestruzzo leggere e dalla lunga durata”, ha spiegato Ulm. Questo perché “quanto più sottile è la struttura, tanto più è sensibile alla deformazione viscosa. Attraverso questa nuova comprensione del cemento potremmo costruire in filigrana: strutture leggere, eleganti, resistenti e che richiederanno molto meno materiale”, ha aggiunto Ulm. Un calcestruzzo dalla durata pressoché illimitata consente infatti un minore utilizzo di materiale e una minore necessità di risanamenti o sostituzioni delle strutture usurate.
Benefici per l'ambiente
Di conseguenza, ne beneficerebbe anche l'ambiente con la riduzione delle emissioni di CO2, che la lavorazione del cemento attuale produce in grandi quantità. Ad oggi, infatti, vengono prodotte a livello mondiale 20 miliardi di tonnellate di calcestruzzo ogni anno, responsabili del 5-10% di tutte le emissioni di CO2 al mondo.

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