lunedì 31 agosto 2009

Fausto Intilla: Dalla Teoria dell'Informazione al concetto di Anima.

 
“Il modo in cui lo spirito è unito al corpo
non può essere compreso dall'uomo,
e tuttavia in questa unione consiste l'uomo”.

Sant'Agostino
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Uno dei concetti più fondamentali, nel mondo della fisica, scaturì dalla mente di Albert Einstein agli inizi del secolo scorso; tale concetto, che emerse dalla legge della Relatività Ristretta (esposta in un celebre articolo del 1905), dichiarava semplicemente quella che sarebbe presto divenuta la dicotomia più famosa al mondo, ovvero: l’equivalenza di massa ed energia (espressa con l’indimenticabile formula “E=mc^2” ). Ciò che si arrivò a comprendere quindi, indubbiamente non con poche difficoltà a livello di “pura intuizione”, fu appunto questa sostanziale uguaglianza tra il concetto di massa e quello di energia. La massa, andava quindi considerata solo ed esclusivamente come una forma complessa di energia. Di certo non fu facile per i fisici di un tempo, familiarizzarsi subito con questa nuova e straordinaria visione della realtà; di fatto occorsero parecchi anni, affinché gradualmente nel mondo accademico venisse pienamente accettata questa nuova “corrente di pensiero”. Una svolta decisiva a favore di questo nuovo paradigma, la diedero indubbiamente i due scienziati tedeschi Otto Hahn e Fritz Strassmann, quando nel dicembre del 1938, scoprirono la fissione nucleare. Bombardando l’Uranio con neutroni, scoprirono fra i prodotti di reazione alcuni elementi di numero di massa intermedio, come il Bario radioattivo, la cui presenza inizialmente era inspiegabile. Nel 1939, Lise Meitner e Otto Frisch, annunciarono la soluzione di questo enigma. Queste scoperte diedero quindi ad Einstein la conferma dell’equivalenza di massa ed energia, ben 34 anni dopo che egli l’ebbe prevista!

Sono trascorsi circa settant’anni, a partire da quel lontano 1939, e da allora sino ad oggi si può dire che la nostra visione della realtà, poggi ancora saldamente le sue basi sulla famosa equazione di Einstein (“E=mc^2”) e su ciò che sostanzialmente essa ci porta a considerare, ovvero: massa ed energia sono la stessa e identica cosa, ma con aspetti diversi e quindi, per ragioni di praticità, definite con nomi diversi. In questi ultimi anni, grazie anche alle innumerevoli nuove scoperte nel campo della computazione quantistica, molti fisici hanno però iniziato a porsi anche la seguente domanda: Ma se la massa non è nient’altro che una forma complessa di energia, volendo andare oltre, in ultima analisi, quale sarebbe il “costituente fondamentale” dell’energia? Ebbene una risposta a questa domanda, potrebbe essere la seguente:
L’Energia non è nient’altro che una forma complessa di Informazione; per cui il costituente fondamentale dell’Energia, altro non è che Informazione nel suo stato fondamentale.
Ma cerchiamo di capire i motivi che mi hanno spinto a formulare questa affermazione, e soprattutto di individuare le basi su cui poggia tale ipotesi.
Verso gli inizi degli anni cinquanta, l’ingegnere e matematico americano Claude Elwood Shannon, gettò le basi teoriche di quella che sarebbe stata entro pochi anni riconosciuta come la: Teoria dell’Informazione. Uno degli aspetti più curiosi ed interessanti che emerse da tale teoria, fu la stretta correlazione tra l’entropia termodinamica e quella invece relativa all’Informazione di un sistema dato. In parole povere, ciò che in ultima analisi si arrivò a comprendere, è che per qualsiasi aumento di entropia termodinamica, corrisponde una perdita di Informazione su un dato sistema, e viceversa.
L’unità di misura di una determinata quantità di Informazione, è espressa con il termine bit. Ora, per fare un esempio, se noi portiamo un dato sistema ad una temperatura prossima allo zero assoluto, la sua entropia diminuirà sino a valori pressoché nulli, e di conseguenza il suo “livello” di Informazione tenderà al massimo consentito.
A questo punto, compiendo alcuni semplici ragionamenti analogici, viene da porsi le seguenti domande: Ma se con l’aumentare dell’entropia di un sistema, è riscontrabile contemporaneamente anche una perdita della quantità di energia (calore) di tale sistema, ed oltre a ciò abbiamo parallelamente anche una perdita di Informazione sempre riferita al sistema in questione, quest’ultima, non potrebbe essere associata-legata alla quantità di energia (calore) che si disperde nell’ambiente circostante a causa del secondo principio della termodinamica? E se così fosse, in che modo sarebbe ad essa legata? Qual’è la sottile linea di confine tra un bit di Informazione e un elettronvolt di energia? Ma stiamo parlando di due cose differenti (bit ed elettronvolt), oppure della stessa identica cosa, ma con aspetti differenti (come nel caso dell’equivalenza di massa ed energia)? E se alla fine scoprissimo che bit ed elettronvolt rappresentano semplicemente due tipi di unità di misura, con cui possiamo definire il concetto fondamentale di Energia? Bè, allora sarebbe lecito chiedersi: Ma quante migliaia, milioni oppure miliardi di bit occorrono per costituire un singolo elettronvolt (o Joule) di energia?


Non dimentichiamoci del fatto che nell'Equazione di Schrödinger la funzione d'onda descrive un'ampiezza di probabilità, e nessuno ci impedisce di sostituire/ridefinire tale ampiezza (P) con una determinata quantità di Informazione (I)! (*1)

Si consideri un corpo qualsiasi dotato di una certa massa; se noi aumentiamo la temperatura (T) di tale corpo, avremmo un flusso di energia (E) che dal corpo in questione si sposta nell’ambiente ad esso circostante. Il corpo quindi giustamente perderà una determinata quantità di Informazione (I) e ci apparirà come un sistema dotato di una notevole entropia; l’informazione che il corpo perderà però, si sposterà semplicemente nell’ambiente ad esso circostante, aumentandone l’Informazione. A partire dunque da questa premessa, l'unico fatto importante che emerge, è che noi non potremo mai misurare-osservare quella parte di "Informazione in eccesso", rispetto al sistema di riferimento: oggetto-ambiente ad esso circostante; per il fatto che essa rimarrebbe sempre fuori da qualsiasi corpo o sistema entropico termodinamico di riferimento (nel quale noi saremmo ovviamente costretti a compiere la misurazione).
Non è da escludersi quindi che tale "informazione in eccesso", possa andare a confluire in una o più dimensioni nascoste, previste nella Teoria delle Stringhe. Contrariamente invece, nel caso in cui diminuissimo la temperatura (T) di tale corpo, andremmo a rallentare il flusso di energia (E) che dal corpo si sposta nell’ambiente ad esso circostante.A temperature prossime allo zero assoluto, il flusso di energia sarebbe pressoché nullo; in questo caso l’Informazione(I) non avrebbe alcun modo di passare dal corpo in questione all’ambiente ad esso circostante. Il corpo quindi disporrebbe della quantità massima consentita di Informazione.
 

Riflettiamo un attimino su questa domanda: Nel momento in cui un sistema perde una determinata quantità di Informazione, questo cosa comporterebbe, forse che tale informazione, essendo legata all’energia (calore) durante il processo entropico, debba anch’essa disperdersi nell’ambiente circostante sino a “dissolversi” completamente?
Se così fosse avremmo a che fare con due “campi di informazione dinamica” della stessa intensità, in grado di interagire tra loro, di fondersi l’uno con l’altro, e infine di “dissolversi” nell’ambiente circostante al sistema considerato. Ma così non è, fortunatamente. [per campo d'informazione dinamica, intendo semplicemnte una quantità di informazione in grado di muoversi nello spazio e nelle dimensioni,auto-organizzantesi e costante nel tempo,ossia che non segue assolutamente il secondo principio della termodinamica (principio entropico). E quindi per questo motivo,praticamente eterna].
Un “campo di Informazione dinamica”, costituito da una determinata quantità di bit di Informazione, entro certi limiti di intensità, non potrà mai andare a costituire un singolo elettronvolt o Joule di energia. Ragion per cui, esso stesso (non potendo interagire con il resto dell’energia del sistema, molto più intensa e misurabile con strumenti fisici poiché in grado di interagire con i diversi campi elettromagnetici del sistema in questione), rimane sempre indipendente da qualsiasi processo entropico termodinamico.
La cosa più importante che possiamo dedurre da queste ultime considerazioni, è che un “campo di informazione dinamica” che rientri entro certi limiti di intensità, non è vincolato da alcun tipo di processo entropico termodinamico. Ne segue a volte l’andamento, ma non è soggetto ad alcuna interferenza di campo. Esso è quindi in grado di auto-organizzarsi, ossia di mantenere costante e regolare la sua struttura nel tempo, senza alcuna interferenza da parte dei comuni campi di energia che vanno a costituire l’ambiente del sistema considerato. Inoltre, esso sarà in grado di fondersi con altri campi di informazione dinamica della stessa intensità, e quindi di accrescere la sua estensione nello spazio, ma non necessariamente il suo livello di intensità.
Ed ora andiamo a scoprire cosa ha a che fare tutto ciò che vi ho esposto sinora, con il concetto di Anima.
La mente umana, come ben sappiamo, produce un determinato campo magnetico nell'ordine delle decine di femtoTesla (1 fT = 10^–15 T). Questo campo, lo dobbiamo semplicemente alla nostra attività cerebrale. Già allo stato fetale, ossia pochi mesi prima della nostra nascita, il nostro cervello, grazie alla sua costante attività, produce un campo di informazione dinamica che dal momento in cui veniamo al mondo, continua negli anni a farsi sempre più intenso, sino a raggiungere un determinato limite. Ora è assolutamente necessario che vi sia ben chiara una cosa: il campo di informazione dinamica prodotto dall’attività cerebrale e quello elettromagnetico (molto più intenso, che potremmo definire “di scarto”,poiché non è nient’altro che il risultato del lavoro che compie il nostro cervello in attività, per produrre i nostri “pensieri”, i quali in ultima analisi vanno a costituire il nostro campo di informazione dinamica), sono due cose ben diverse e non interagiscono l’una con l’altra!
Se proprio vogliamo, possiamo identificare il campo di informazione dinamica del nostro cervello, come una sorta di “risonanza” del campo magnetico dovuto all’attività cerebrale (molto più intenso e quindi misurabile con strumenti fisici).
Su scale prossime alla lunghezza di Planck,spazio e tempo perdono qualsiasi significato fisico;per tale ragione anche il concetto stesso di energia risente di tale condizione (non dimentichiamoci che in natura non può esistere alcuno spazio "vuoto di campo",ossia di energia; tanto è vero che persino il vuoto quantistico,sia esso il falso o il vero vuoto,è in ogni caso colmo di particelle virtuali - Feynman docet). Un campo di Informazione dinamica, va quindi a definire-costituire quella parte della realtà del tutto imponderabile e inosservabile con strumenti fisici,poichè al di sotto di quel limite definito dalla lunghezza di Planck (*2).Per questo motivo quindi, qualsiasi tipo di "risonanza" che prendesse forma o scaturisse da determinate onde cerebrali, ponendosi al di sotto della soglia di Planck, sarebbe indipendente da qualsiasi forma di interazione con il mondo subnucleare (formato da quark,gluoni e via dicendo).
Come abbiamo precedentemente visto, un campo di informazione dinamica è in grado di auto-organizzarsi, ossia di mantenere costante e regolare la sua struttura nel tempo, senza alcuna interferenza da parte dei comuni campi di energia che vanno a costituire l’ambiente del sistema considerato (in questo caso: mente umana – ambiente ad essa circostante).
Ecco quindi in quali termini potremmo intendere il concetto di Anima; ovvero, essa è da considerarsi un particolare tipo di campo di informazione dinamica, in grado di dissociarsi dal corpo fisico che lo “ospita”, nel momento in cui non vi sono più i presupposti per poter rimanere legato alla propria sorgente elettromagnetica (attività cerebrale).
Affermare quindi che l’Anima non “muore” mai, è quindi in linea di principio del tutto corretto. Affermare che gli animali (oltre alla specie umana) hanno un’Anima, anche in questo caso è in linea di principio corretto.
Tutte queste ipotesi e considerazioni, sono a mio avviso totalmente in accordo e “affini” alla teoria di Rupert Sheldrake sui campi morfogenetici, a quella di Richard Dawkins sulla Trasmissione dei Memi (memetica), e infine a quella di Carl Gustav Jung sull’Inconscio collettivo.
Nella "scienza ortodossa", tutto il discorso sull'interazione tra Entropia termodinamica e Informazione, risulta valido solo ed esclusivamente su sistemi isolati (chiusi e aperti) in cui è presente un osservatore in grado di interagire con il sistema considerato e quindi di rilevare-calcolare tutto ciò che accade all’interno del sistema stesso (di cui egli fa parte). Questa condizione è quindi l’unica che ci è consentito di conoscere, sulla base della quale siamo in grado di misurare-calcolare ogni passaggio di stato dell’energia, con rispettivi livelli di entropia (termodinamica e dell’Informazione) e quantità di Informazione.Da questo assunto, si arriva quindi alla seguente conclusione: Per qualsiasi osservatore che si trovi all’interno di un sistema termodinamico, è assolutamente impossibile misurare-calcolare un’eventuale quantità di Informazione che si sposti o si trovi al di fuori del proprio sistema di riferimento.Nell’ipotesi a Molti Mondi di Everett, tutte queste mie considerazioni trovano sicuramente terreno fertile. Non ho comunque intenzione in questa sede di spingermi oltre verso una tale direzione,poichè vista la complessità dell'argomento, non credo proprio sia il caso.

Le parole che riporterò qui di seguito, sono del fisico Frank J.Tipler, non le mie:
„(…)tutte le entità presenti nell’Universo attuale,codificano una quantità di informazione di gran lunga inferiore alla quantità permessa dalla teoria quantistica dei campi. Per esempio,se un atomo di idrogeno dovesse codificare tutta l’informazione che gli è consentita dal limite di Bekenstein,potrebbe codificare circa 4 x 10^6 bit di informazione (…)Quindi un atomo di idrogeno potrebbe codificare all’incirca un megabyte di informazione,mentre di norma codifica molto meno di un bit.La massa dell’idrogeno non viene di certo utilizzata in modo efficiente!Se si assume che il raggio sia quello di un protone (R= 10^-13 cm),la quantità di informazione codificabile nel protone è costituita da soli 44 bit!Questo valore è davvero piccolo rispetto alla complessità del protone - tre quark valenza,innumerevoli quark e gluoni virtuali- che è di fatto tanto complesso che non siamo ancora riusciti a calcolarne lo stato di base dai principi fondamentali utilizzando il Modello Standard, anche utilizzando i supercomputer più avanzati!“

Bene, ora io mi chiedo:
In che modo vogliamo cercare di risolvere questo: "Enigma dell'Informazione mancante"? Rimanendo saldamente ancorati ai modelli relativistici standard (di spazio, tempo ed energia), oppure cercando di andare un attimino oltre a questo concetto di realtà, abbracciando magari l'idea di un Universo a più dimensioni (vedasi Teoria delle Stringhe) e non da ultima, anche l' Interpretazione a Molti Mondi di Everett ? Fintantoché continueremo a relegare tali teorie nel mondo della matematica,dubitando fortemente di un loro potenziale coinvolgimento nella realtà fisica a noi nota, difficilmente riusciremo a fare qualche passo avanti nella comprensione di tutto ciò che attualmente accantoniamo nel mondo della fantascienza e del paranormale. La cosa che mi fa più rabbia, è che Schrödinger l'ha già dimostrato più di mezzo secolo fa che in definitiva noi non siamo nient'altro che onde di probabilità ...ma nessuno sembra ancora volerlo capire.

“Ciò che David Bohm ed io abbiamo ipotizzato, è che il potenziale quantistico sia in realtà un potenziale d'informazione, e per questo abbiamo introdotto il concetto di “informazione attiva”. Ero molto preoccupato per l'uso della parola “informazione” perché chiunque avrebbe pensato immediatamente all'informazione di Shannon. L'informazione di Shannon non è informazione, è solo capacità di informazione, separata dal significato. Il punto cruciale è stato quello d'introdurre un significato, ciò che per la particella è l'informazione”. Basil Hiley
Una versione aggiornata di tale teoria (con qualche piccola modifica nella forma con cui è esposta, ma non nel contenuto; ho solo voluto chiarire maggiormente alcuni punti fondamentali), è riportata nel mio libro: "Fisica dell'Informazione, ultima frontiera della scienza" (Aracne Editrice, RM). "Intervista all'autore" (contiene ulteriori dettagli e chiarimenti in relazione alle basi su cui poggia il presente elaborato teorico).
 
Fausto Intilla, 31 agosto 2009
 
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Note:
(*1) Qualche spunto di riflessione, in relazione ad un eventuale/potenziale cambiamento di paradigma, ci è stato offerto da due esperimenti compiuti nel 2000 alle Università di Berkeley e Rochester, con degli interferometri laser. Questi esperimenti dimostrarono che l’Informazione è in grado di controllare l’interferenza quantistica e molto probabilmente anche la stessa funzione d’onda! Gli interessanti “esperimenti mentali” che emersero da tali premesse, si proposero di reinterpretare il collasso della funzione d’onda quantistica, solo attraverso il concetto stesso di Informazione! Ciò che infine veniva messo in risalto, da tali premesse e considerazioni, era la possibile esistenza in natura, di una legge di “conservazione dell’Informazione”. Delle recenti versioni (forti) dei teoremi di No-cloning e No-deleting (nell’ambito dell’Informazione quantistica), suggerirebbero inoltre l’esistenza, in natura, di tale “conservazione informazionale”. A tutt’oggi comunque, una simile legge della fisica, mai nessuno è riuscito a dimostrarla. (Articolo originale in inglese: Conservation of information: Quantum Mechanics and RIS)
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(*2) Per la scienza, possono esistere delle particelle virtuali, ossia quelle che potremmo definire i costituenti fondamentali del vuoto quantistico. E qui siamo già, se vogliamo usare un termine popolare, nel campo dell' "immateriale". Per cui per la scienza,può esistere qualcosa di immateriale, non costituita da materia. Ciò che occorre capire, per andare avanti nel discorso, è che per lunghezze prossime alla scala di Planck, è difficile stabilire cosa è "ponderabile" e cosa invece non lo è. In un articolo ho parlato ad esempio delle masse di Planck e di come queste ultime potrebbero ulteriormente ridursi ad alte energie, nello scontro tra particelle nel Large Hadron Collider del CERN di Ginevra; bene, in questo articolo si parla appunto di come potrebbe prendere forma la realtà, se le dimensioni extra della Teoria delle Stringhe esistessero realmente e avessero delle "qualità proprie".Non è da escludersi quindi che, al di sotto della massa di Planck, possano sussistere dei fenomeni strettamente legati ad altre dimensioni dello spazio-tempo (tanto più che si ritiene,in base a recenti analisi, che le informazioni non vanno perdute al di sotto della massa di Planck!). Dire quindi che le informazioni non vanno perdute, equivale a dire che un "campo di informazione dinamica" al di sotto della massa di Planck, può tranquillamente esistere! Se a questo punto noi associamo il concetto di Anima, a quello di un campo di informazione dinamica, ci accorgiamo che tutto collima e che quindi anche ciò che non potremo mai osservare con comuni strumenti fisici, può teoricamente esistere.

15 commenti:

WonderLand ha detto...

Dietro l'energia c'e' il nulla: quello e' il principio primo
se la massa e' una forma dell'energia
l'energia e' una forma del nulla

il vuoto e' forma, la forma e' vuoto.

claudio sauro ha detto...

L'energia potrebbe essere il moto stesso ovvero una forma di informazione che viene data allo spazio

claudio sauro ha detto...

Io ci andrei piano con quanto ha affermato WonderLand e cioè che dietro l'energia c'è il nulla in quanto potremmo altrettanto correttamente dire che dietro l'energia c'è il pieno.
Il nulla è nulla per definizione e non si può conferirgli nessun attributo.
Potremo pià correttamente dire che dietro l'energio c'è il vuoto assoluto, ma la fisica quantistica ci insegna che il vuoto assoluto è un pieno.
Pertanto se la massa è una forma dell'energia, l'energia stessa non può essere una forma del nulla, ma semplicemente una forma del vuoto che si configura come pieno.
Pertanto non direi che il vuoto è forma, se non quella che gli conferiamo noi.

WonderLand ha detto...

"Pertanto non direi che il vuoto è forma, se non quella che gli conferiamo noi."

Direi che mi trovo pienamente d'accordo specie con l'ultima affermazione ...

Tutte le forme che percepiamo sono rappresentazioni mentali di quello che recepiamo dai sensi.
Il cervello da forma a queste vibrazioni.

claudio ha detto...

Condivido " tutte le forme che percepiamo sono rappresentazioni mentali di quello che recepiamo dai sensi.
Il cervello dà forma a queste vibrazioni"
E' il vecchio concetto di un fisico dimenticato Marco Todeschini.
In sostanza l'universo è costituito da un infinità di onde e di corpuscoli, pertanto nell'universo non c'è luce, non ci sono suoni, non ci sono percezioni tattili.
Solo quando queste colpiscono i nostri organi di senso percorrono le vie nervose e vengono costruite le immagini i suoni ecc.
Solo la percezione consapevole da un senso all'energia.
Per questo energia = informazione
Se l'energia non viene qualificata coscientemente rimane:
energia = nulla

WonderLand ha detto...

c'e' da aggiungere in questa riflessione un'altra variabile: ossia noi siamo energia a nostra volta.

questo porta, secondo me, a rivalutare il concetto di vita: se vediamo l'universo come una "bolla di energia" (concedetemi la semplificazione) allora la vita e' energia che da dentro se stessa comincia a "guardarsi" e a prendere consapevolezza.

una cosa mezza ricorsiva

Giuseppe ha detto...

Mi sono imbattuto un po' per caso (vedi un po', chissà perchè è successo proprio a me :-) in questo articolo.
Io sono ingegnere meccanico con grande passione innata per la filosofia e spirito di ricerca.
State tranquilli che non sono neanche un 'nerd' o topo da laboratorio.
Volevo suggerirvi due libri: 1) improbable di adam fawer.2) de rerum veritate.
Quest'ultimo l'ho scritto io, tratta tematiche esistenziali in chiave fisica.
Non per fare spamming ma lo trovate qui http://www.senecaedizioni.com/index.php?pageid=prodotti&prodottiid=277 .
è breve e ciò che potrebbe interessarvi è scritto da pag.47 in poi per approdare all'affermazione che la morte non esiste.
Riguardo ciò che ho letto(un po' di fretta devo ammettere) devo precisare che lo spazio-tempo di minkowski elimina i paradossi spazio-temporali ma non viola affatto il concetto di multiverso parallelo.
Esistono particelle, che nel loro sistema di riferimento, viaggiano a velocità maggiori della luce(basti pensare anche al periodo di inflazione dell'universo).
Secondo le trasformazioni di Lorentz dopo quella soglia il tempo si ferma e, dato che non si puo' interagire sul tessuto temporale di 'ciò che è già successo' si aprono infinite porte e interpretazioni alla stregua degli universi paralleli.
E poi, basti pensare ai buchi neri che 'forano' lo spazio tempo e conducono chissà dove....
Ah..non ha importanza come chiamate l'energia, sono solo convenzioni, bisogna stabilire sono sono SOSTANZIALMENTE la stessa cosa!
il campo gravitazionale ha la forma di un campo magnetico ma non sono proprio la stessa cosa...solo convenzionalmente!

claudio sauro ha detto...

Perfettamente in accordo con ciò che ha detto Giuseppe.
Vorrei far presente però che oltre alla dimensione fisica l'universo ha pure una dimensione mentale..
In fondo noi tutti siamo degli universi, potremmo essere degli universi paralleli, ma siamo distinti ed ognuno concepisce il mondo a modo suo.
Per non parlare poi dello psichismo animale che è svariatissimo.
Il concetto di spazio e di dimensionalità di una rondine non è certo quello di un gatto.
Senza travalicare negli infiniti psichismi che saranno sicuramente presenti nell'universo, esseri extraterrestri, ognuno con il suo mondo.

fm ha detto...

interessante lettura. grazie.

Stefano ha detto...

il nulla non esiste..per quanto sia difficile pensarlo io sono assolutamente convinto che tutto è immerso in qualcosa energia compresa

WonderLand ha detto...

ma secondo me noi siamo portati per natura alla materia ( forse xche' siamo fatti di materia e viviamo in un mondo materiale chissa') ... per questo motivo, secondo me, anche tu pensi a qualcosa di 'tangibile' ...

Beh per me il vuoto rappresenta quella totipotenza che altrimenti non sarebbe possibile.

Questo quid che sta dietro a tutto dovrebbe avere questa caratteristica altrimenti non potrebbe incorporare energia materia.

Qualcuno vede l'universo come 'un sogno di dio'

Paolo ha detto...

Sul concetti di Energia di Informazione suggerisco di vedere come l' informazione possa essere una forma basilare di energia tramite il fenomeno dell' entanglement quantistico. Paolo Manzelli LRE@UNIFI.IT
http://dabpensiero.wordpress.com/2010/06/17/o-sole-miodi-paolo-manzelli/

oscar bettelli ha detto...

dopo einstein tutto è energia
ci vuole energia per cancellare un bit di informazione pertanto esiste una stretta correlazione tra informazione ed energia.
l'informazione si conserva
informazione energia e massa si conservano
sono daccordo con te che tutto è informazione
pertanto nel campo di informazione dinamica potrebbe essere contenuta l'anima: principio trasendente dell'essere
ma noi conosciamo solo l'informazione codificata cosa sia l'informazione pura non è ancora chiaro
in un mio articolo ho cercato di definire l'informazione come una correlazione tra stati fisici possibili
Occorre un osservatore per dare signignificato all'informazione
Una melodia è un invariante per le diverse possibili codifiche
pertanto l'anima potrebbe essere un invariante per le sue diverse manifestazioni fisiche in particolare esisterebbe un mondo psichico fatto di ricordi in cui l'anima potrebbe esistere
..

oscar bettelli ha detto...

Supponiamo di avere due osservatori con le rispettive rappresentazioni mentali e un canale di comunicazione: scambio di informazioni.
L’informazione codificata e inviata lungo il canale di comunicazione viene interpretata dall’osservatore che la riconosce sulla base del contenuto della propria rappresentazione mentale.
Il messaggio (evento) viene associato all’informazione più simile presente nella mente.
Se il messaggio consiste in una melodia occorre che tale melodia sia presente anche nella rappresentazione dell’ascoltatore per poter essere riconosciuta.
Una melodia si forma nella mente dopo averne fatto esperienza diretta.
Una melodia viene astratta dai dati sensibili dopo di che diviene un oggetto di pura informazione.
Il momento contingente del divenire (onfene) viene informato dall’anima (principio trascendente dell’essere)
Lo spirito di un uomo è innato e si forma quando lo spermatozoo feconda l’ovulo materno.
Il crossing-over (miscuglio) di geni fornisce la matrice dell’anima che nascerà: un essere unico ed irripetibile. Dal momento della nascita inizia la formazione del carattere: una interazione continua tra l’individuo e il suo ambiente. La vita può essere intesa come informazione che si conserva nonostante l’ambiente cerchi di distruggerla.

Fausto Intilla ha detto...

http://oloscience.blogspot.ch/2015/06/quando-i-bit-di-informazione-si.html